Chiediamo la revoca del mandato a Maura Cossutta

Matrimonio e Famiglia

Interpellanza sull’incarico all’on. Maura Cossutta di revisionare le linee guida della legge 40/2004

MANTOVANO, BIANCONI, BUTTIGLIONE, POLLEDRI, TOMASSINI, VALDITARA, BURANI PROCACCINI, MONACELLI, DAVICO, CARRARA, LIBE’, MARCONI, ALLEGRINI, TREMATERRA, ZANOLETTI, RUGGERI, MAFFIOLIAl Ministro della salute – Risultando agli interroganti che:


il 20 luglio 2006 il Ministro della salute sen. Livia Turco ha annunciato di aver affidato all’on. Maura Cossutta il compito di sottoporre a revisione le “linee guida” della legge n. 40/2004 sulla fecondazione artificiale.


L’on. Maura Cossutta è stata nelle precedenti legislature deputata al Parlamento nel gruppo del Pdci e, in quanto tale, ha, del tutto legittimamente, espresso decisa e forte contrarietà alle proposte di legge poi divenute legge 40. Già questo rende evidente che la decisione di affidarle la revisione delle “linee guida” va nella direzione di contrastare l’applicazione della legge 40.


La sua contrarietà a tale legge è confermata da quanto, sulla base delle informazioni fornite dai mass media, ella ha detto, rivolgendosi al Consiglio dell’associazione Luca Coscioni: «le linee guida – sono state le sue parole – non modificano la legge, ma possono fare molto».


Tali affermazioni allarmano perché, se nulla vieta a un Governo di avviare la modifica di norme di legge in vigore che non condivida, procedendo nei modi dovuti, e cioè con la propria qualificata iniziativa legislativa, è precluso a qualsiasi Governo di modificare la sostanza di una legge in vigore, che ha il dovere di applicare fino alla sua eventuale modifica, con interventi di carattere amministrativo. La strada di “fare molto” nel senso della modifica della legge 40 con l’intervento sulle linee guida rientra in questa logica, assolutamente non rispettosa della volontà del Parlamento.


La particolare gravità della scelta del Ministro della salute deriva anche dalla circostanza che, sottoposta a referendum abrogativo, la legge 40 è stata confermata dal non voto del 75% degli italiani e dalla contrarietà all’ipotesi abrogativa di un restante 5% circa, così che solo il 20% di iscritti al voto hanno manifestato la volontà di modificarla. Con l’incarico conferito all’on. Cossutta, il ministro Turco ha quindi mostrato di spregiare non solo la maggioranza del Parlamento, ma anche un’amplissima maggioranza nel Paese.


Questa scelta è singolare, in quanto le “linee guida” sono state varate poco più di un anno fa, e non vi è quindi alcuna esigenza di immediata revisione, mentre il Ministro della salute ha l’obbligo, derivante dalla legge 40, di riferire sulla sua attuazione, anche al fine di comprendere il suo impatto sulla realtà e il perseguimento delle finalità che l’hanno ispirata.


La scelta medesima, invece, si inserisce nello sforzo dell’intero Governo, fin dall’avvio della sua costituzione, teso a smantellare la forma e la sostanza della legge.


È appena il caso di ricordare che il 30 maggio 2006 il Ministro dell’università e della ricerca, on. Fabio Mussi, a margine del Consiglio dell’Unione Europea sulla competitività, in rappresentanza dell’Italia, ha ritirato il sostegno che in precedenza il nostro Paese aveva dato alla “dichiarazione etica”, condivisa da Germania, Polonia, Slovacchia, Austria e Malta riguardante la ricerca sulle cellule staminali, tesa fra l’altro a precludere il prelievo da embrioni viventi delle cellule staminali; ciò ha avuto conseguenze in termini di compatibilità fra le decisioni che, grazie anche alla posizione modificata dell’Italia, l’Unione Europea sta per adottare sul finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali e le norme della legge 40 che vietano la ricerca sugli embrioni,


si chiede di conoscere:


– se il Ministro in indirizzo ritenga la scelta di incaricare l’on. Maura Cossutta di modificare le linee guida della legge 40/2004 compatibile con il dovere dell’Esecutivo se mai di modificare, ma non certamente di svuotare, in modo surrettizio, di contenuto, una legge dello Stato;


– se non ritenga invece prioritario riferire preventivamente in Parlamento, così come prevede la legge 40, in ordine ai dati concreti relativi alla sua attuazione.


(2-00043)