Cammilleri: Furore giacobino

Fede e ragione

Rino Cammilleri, per Il Timone 

Furore giacobino
www.rinocammilleri.it

\"\"Luca Volontè, quarantunenne, è capogruppo dell’Udc alla Camera. Spesso intervistato in televisione, ha scritto diversi libri, tra cui il pungente La congiura di Torquemada (Rubbettino) sulla vicenda che portò a suo tempo alla vera e propria cacciata di Buttiglione dagli alti consessi europei in quanto cattolico. Volontè cura una rubrica settimanale sul quotidiano «Libero» ma praticamente scrive ed ha scritto su quasi tutti i periodici italiani, almeno quelli non pregiudizialmente ostili. Ora per i tipi della Aliberti va in libreria la sua ultima fatica, Furore giacobino (pp. 350, €. 18,50), che parte da una constatazione: «L’attuale post-totalitarismo è più pervasivo, apparentemente molto più dolce ma pagano e violento della peggiore barbarie dei secoli passati». L’opera ripercorre passo passo gli ultimi due anni e mezzo italiani, partendo dalla sostanziale vittoria dei cattolici nel referendum sulla procreazione assistita.

Da quel momento si è scatenato un vero e proprio «furore giacobino» contro la Chiesa e il cattolicesimo, con i soliti intellettuali e i soliti fogli laicisti all’attacco con cadenza quotidiana. Volontè ha risposto a tutto e a tutti, rintuzzando con la stessa cadenza su qualunque giornale disposto a ospitarlo. Poi ha raccolto il tutto, attacchi e contrattacchi, in questo pamphlet contro quel che lui chiama il Nuovo Fondamentalismo Anticattolico.
Che così conclude: «Siamo dinanzi ad un attacco globale, iniziato su larga scala almeno da trent’anni. Una devastante azione su tutti i fronti: vita, famiglia, diversità sessuale, eutanasia e testamento biologico, scuola ed educazione, nuovi “cognomi obbligatori”, favor gay e omosessualizzazione scolastica, discriminazione verso gli eterosessuali, lotta alla maternità, “favor” verso religioni non cattoliche, con il contorno delle fiction televisive pubbliche etc…Un attacco che nasce dal cuore dell’Occidente stesso, una malvagia impresa che mira al radicale cambiamento sociale a partire dal “ribaltamento antropologico” dell’umana natura. In quest’impresa ogni vittoria legislativa particolare, come ogni comportamento politically correct, sono premesse e fulcri su cui far leva».

Eccessivo? Ma le stesse cose le diceva l’insospettabile Pasolini: «Se molte e gravi sono state le colpe della Chiesa…la più grave di tutte sarebbe quella di accettare passivamente la propria liquidazione da parte di un potere che se la ride del Vangelo… la Chiesa potrebbe essere la guida, grandiosa ma non autoritaria, di tutti coloro che rifiutano il nuovo potere consumistico che è completamente irreligioso; totalitario; violento; falsamente tollerante, anzi, più repressivo che mai» (p. 318). I nomi (e cognomi) del livore anticattolico Volontè li fa tutti, e non vogliamo togliere al lettore il piacere (si fa per dire) di sottolinearli in rosso nel libro.

Né Volontè è così ingenuo da dimenticare i cosiddetti cattolici democratici, quelli, cioè, che credono di poter ammansire il nemico ideologico facendoglisi compagni di merende (vedi, per esempio, le pagine 235 e 328). Di loro diceva profeticamente Gramsci: «Il cattolicesimo democratico fa ciò che il socialismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida».
Ma anche tra i conservatori liberali e moderati ci sono quelli che, al dunque, si schierano: «Già, come dice l’ambasciatore Sergio Romano, “la Spagna è diventata un paese moderno perché si son liberati della troppo forte influenza del clero, lì non ci sono né il papa, né il Vaticano”» (p. 341). E poi c’è la sinistra, che Ernesto Galli Della Loggia, intervistato da «Avvenire», così descrive: «Tramontata la parte principale dell’ideologia identitaria della sinistra, quella legata all’economia e alle politiche sociali… bisogna trovare un altro terreno su cui differenziarsi. E una parte della cultura, dei media, dell’opinione pubblica ha scelto la laicità scientista» (p. 305).

Già: il partito radicale di massa; se Marx è morto, Pannella è vivo. Ma è proprio morto Marx? Così egli scriveva nella IV Tesi su Feuerbach: «Dopo che si è scoperto che la famiglia terrena è il segreto della Sacra Famiglia, è la prima che deve essere criticata teoricamente e sovvertita nella pratica».
L’altra Italia scende in piazza nell’oceanico Family Day? Abbaglio: «…se c’è un governo che può dare risposte e chiede maggiori tutele e diritti per la famiglia, questo è proprio il centrosinistra…». Lo dice il ministro apposito, Rosy Bindi (p. 286).
Ma Volontè fa notare che «in Toscana c’è la percentuale più alta di aborti e Firenze ha raggiunto in vetta Londra per il consumo di cocaina mondiale, in Emilia Romagna il più alto dato sulle violenze alle donne…Sarà un caso che siano Regioni rosso-rosso da troppi anni?» (p. 183).

Arriva la notizia che nel Belgio francofono sono stati vietati i simboli religiosi e perfino le opere d’arte cristiane negli uffici pubblici, ovviamente per non offendere chi crede in altro. Commenta Volontè: «E’ come se un maratoneta si tagliasse le gambe perché chi arriva dopo è infastidito dai suoi successi» (p. 218). Il quotidiano «Repubblica» esce con una doppia paginata su «Il Vangelo di Giuda» e Volontè replica: «Un apocrifo che servirebbe a dimostrare la parzialità dei vangeli autografi, come dire che la borsetta falsa venduta dall’extracomunitario è la prova che l’originale di marca sia un falso» (p. 202).

Volontè, anche come politico, vorrebbe un’indagine sull’applicazione della famigerata 194, la legge sull’aborto, che consente quest’ultimo solo quando ricorra «un serio pericolo per la salute fisica o psichica» della donna. Ora, poiché dal 1983 al 2002 le donne che hanno abortito sono state circa 3.240.000, Volontè sbotta: «Permettetemi di avere dei dubbi su un così alto tasso di labilità psicofisica del gentil sesso italiano» (p. 61). Ma anche solo porre siffatte domande scatena un putiferio nel Paese.

Del resto, «un Paese dove le alte magistrature ritengono educato il “vaffa”, anche la blasfemia viene pensata come una forma d’arte. La pedofilia diverrà in futuro un desiderio insopprimibile della personalità e la sodomia già si staglia come marchio di t-shirt alla moda» (p. 11).
Eh, Volontè non le manda a dire…