(Avvenire) Vogliamo vedere Gesù

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PELLEGRINI VERSO MARIA


Macerata-Loreto
Notte in cammino nel segno dell’unità


Alla ventiseiesima edizione del pellegrinaggio promosso da Cl la testimonianza di Paola Bignardi, presidente nazionale dell’Azione Cattolica


Di Giorgio Paolucci

«Vogliamo vedere Gesù». Lo chiedevano quelli che a Gerusalemme avevano saputo dell’arrivo di quell’uomo che affascinava quanti lo incontravano nella Galilea di duemila anni fa. Lo chiederanno migliaia di persone camminando nella notte tra sabato e domenica lungo le strade che solcano la campagna marchigiana, in occasione del pellegrinaggio a piedi da Macerata al santuario di Loreto. Ripetendo quella stessa frase scelta dal Papa come tema della Giornata mondiale della gioventù in programma a Colonia nel 2005. Vedere Gesù: non sentirne parlare o ricordarne le gesta, ma «vederlo» nell’Eucarestia che verrà celebrata allo stadio di Macerata, e nel volto di chi si fa compagno di viaggio lungo i 26 chilometri da macinare a piedi. Giunto alla ventiseiesima edizione, il pellegrinaggio – proposto da Comunione e liberazione e al quale aderiscono associazioni, movimenti e parrocchie – continua a esercitare il fascino di un gesto semplice e capace di arrivare al cuore della gente, perché ripropone l’esperienza cristiana come risposta alle attese di ogni uomo, e rilancia il grido con cui proprio 26 anni fa Giovanni Paolo II qualificò il suo pontificato: «Aprite le porte a Cristo, fidatevi del suo amore». L’anno scorso parteciparono in cinquantamila, quest’anno come al solito gli organizzatori non si sbilanciano, limitandosi a dire che sono attesi gruppi da Belgio, Germania, Spagna e da numerose città italiane.
Cinque le intenzioni di preghiera: per coloro che sono perseguitati a causa della fede; per la pace e la giustizia nel mondo, in particolare per la Terra Santa; per la conclusione dell’anno scolastico e accademico; per tutti coloro che chiedono grazie; per il cinquantesimo della nascita di Comunione e liberazione e per il pellegrinaggio dell’Azione cattolica che il 5 settembre si radunerà a Loreto alla presenza del Papa.
Cl e Ac: due sensibilità differenti, due cammini che si ritrovano a percorrere la medesima strada. Tra gli ospiti d’onore al raduno presso lo stadio di Macerata che precede il cammino a piedi verso Loreto, la presidente nazionale di Azione Cattolica, Paola Bignardi, e l’assistente generale, il vescovo Francesco Lambiasi.
«È un segno prezioso per l’unità della Chiesa, alla quale abbiamo sempre guardato come il bene più prezioso – spiega monsignor Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica e fondatore della manifestazione –. Questa è davvero un’esperienza in cui il popolo cristiano esprime la molteplicità dei suoi carismi e in cui si manifesta un reciproco “contagio” nella fede. Vogliamo essere tutti vicini all’Azione cattolica nel suo lavoro di formazione di personalità adulte nella fede, un bene prezioso per la comunità cristiana e per la società italiana».
Paola Bignardi sottolinea che il pellegrinaggio è l’occasione «per sottolineare lo spirito di fraternità e comunione che ci accomuna a Cl e alle comunità cristiane marchigiane che da anni sono coinvolte in questo gesto. La Chiesa italiana vive una stagione feconda, segnata dal desiderio di incontro e di unità tra le sue diverse componenti, e questo prevale sul desiderio di distinguerci che ha caratterizzato altre stagioni. Sono convinta che l’unità tra i cattolici sia anche una risorsa da offrire alla società tutta: c’è bisogno di concordia per contribuire al bene comune e per affrontare i problemi che incombono sul nostro Paese».
Presentando la manifestazione nei giorni scorsi, il vescovo di Macerata Luigi Conti aveva sottolineato che «ormai il pellegrinaggio ha affermato un metodo, che è proprio di Cl: far incontrare Gesù, e il tema di quest’anno – “Vogliamo vedere Gesù” – coincide con il cammino di fede proposto. I 25 anni già trascorsi fanno vedere una dimensione che è cresciuta in tutti i sensi e rilancia questa sfida: la possibilità di incontrare Cristo nel volto di Maria a Loreto e nel volto di ogni persona che nella notte camminerà con noi».


Avvenire 4-6-2004