(Avvenire) Un passo verso la libertà di educazione

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SCUOLE LIBERE LIBERATE
Consensi unanimi dalle associazioni dei genitori
cattolici Agesc e Age
«Un provvedimento che aiuterà l’intero sistema se
saprà salvaguardare un principio sancito dalla
Costituzione»

Genitori: passo per garantire libertà di scelta

Nosiglia (Cei): trend positivo e incoraggiante
verso la piena parità e per il ruolo della
famiglia

Da Milano Enrico Lenzi
«Un passo verso la libertà di scelta in campo
educativo».
Rispondono all’unisono le associazioni cattoliche
dei genitori, Age e Agesc, commentando il via
libera ai bonus per le famiglie con i figli
iscritti alle scuole non statali.

«Attendevamo questo provvedimento – spiega Enzo
Meloni, presidente nazionale dell’Associazione
genitori scuole cattoliche – che di fatto, senza
risolvere completamente il problema, si inserisce
nel riconoscimento del diritto delle famiglie nella
libertà di scelta in campo educativo».

Sulla stessa lunghezza Maurizio Salvi, presidente
nazionale dell’Associazione dei genitori presenti
nelle scuole statali.
Eppure quest’ultimi, secondo le accuse di una parte
dell’opposizione, dovrebbero sentirsi «defraudati»
di fondi da destinare alle scuole statali.
«Niente affatto – replica Salvi -. Compiere un atto
che va nella direzione delle libertà di scelta è un
passo importante per tutti. Anzi, auspichiamo che
questo principio possa davvero essere portato al
traguardo che veda le famiglie davvero libere di
scegliere, almeno nella scuola dell’obbligo, senza
oneri».

Un obiettivo, ovviamente, condiviso da Meloni, che
risponde alle accuse degli avversari della scuola
non statale ricordando che «quanto lo Stato stanzia
per questa parte del sistema scolastico è una goccia
nel mare del bilancio del ministero. Per non parlare
dei ritardi nell’erogazione di questi esigui fondi e
le difficoltà che questa situazione crea agli
istituti».

«E poi non dimentichiamoci da una parte che si tratta
di aiuti alle famiglie e non fondi diretti alle
scuole – incalza il suo collega dell’Age, Salvi – e
dall’altra quanto costerebbe allo Stato doversi
accollare anche quella parte di sistema scolastico
nella quale opera la scuola non statale».

Insomma una linea comune che si proietta anche sul
futuro dell’intera scuola italiana.
Anche in questo caso le due voci si fondono.
«Concedere la libertà di scelta alle famiglie è solo
un tassello per migliorare l’intero sistema
scolastico – sottolinea Enzo Meloni -. Coinvolgere
studenti e famiglie come intende fare la riforma
Moratti è un altro passo indispensabile per questo
traguardo».

Di «passo positivo e incoraggiante verso la piena
parità» parla anche monsignor Cesare Nosiglia,
presidente della Commissione episcopale per
l’Educazione cattolica della Cei.
Tra i punti giudicati positivi quello della
«centralità della famiglia, che viene riconosciuta
come soggetto responsabile della scelta scolastica
dei figli».

Soddisfazione, ma anche un auspicio per il futuro:
«Auguriamoci che si apra un trend positivo verso
la piena parità».
E anche monsignor Nosiglia si augura che «tutta la
scuola abbia le risorse necessarie, sufficienti e
importanti per il grande ruolo che deve svolgere,
soprattutto nel nostro tempo».

Note positive anche da Luisa Santolini, presidente
del Forum delle associazioni familiari, che parla
di «primo passo che dovrà essere in seguito ampliato
e perfezionato», e da padre Antonio Perrone,
presidente nazionale della Fidae, la federazione
delle scuole cattoliche, che auspica un «traguardo
europeo» anche nel campo della parità.


(C) Avvenire, 4-9-2003