(Avvenire) Sicilia varata la legge sulle famiglie fondate sul matrimonio

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Fra i provvedimenti previsti, aiuti ai nuclei per
l’acquisto della prima casa e contributi a quelle
che ospitano anziani o disabili Fondi ai consultori
per le ragazze madri e 1.000 euro per neonato

La norma si applicherà solo alle coppie sposate

Cuffaro:
«Nella Costituzione esiste una famiglia,
quella fondata sul matrimonio» La Sicilia si schiera a sostegno della famiglia, ma
solo se fondata sul matrimonio.
E’ il punto fermo sancito dalla legge sulla famiglia
che l’Assemblea regionale siciliana ha approvato ieri
sera alla vigilia delle vacanze estive, dopo una
valanga di polemiche anche all’interno della
maggioranza di centrodestra.

Proprio ieri, infatti, Sala d’Ercole ha bocciato
l’emendamento che avrebbe voluto estendere il sostegno
economico previsto per le coppie sposate anche a quelle
di fatto.

L’articolo 1 del provvedimento, invece, è passato così
come formulato dal governo, con 55 voti favorevoli, 11
contrari e due astensioni.

Una vittoria del governatore Salvatore Cuffaro,
esponente dell’Udc, il quale aveva sostenuto che “non
c’erano possibilità di mediazione”, ponendo sulla
questione una sorta di fiducia.

L’emendamento era stato sottoscritto anche da cinque
deputati di Forza Italia, quattro dei quali alla fine
hanno deciso di ritirare il loro sostegno.
Solo l’azzurro Salvo Fleres è rimasto fermo sulle sue
posizioni, chiedendo l’estensione dei benefici ai
conviventi more uxorio: “Il testo non può discriminare
le famiglie siciliane sulla base dei loro elementi
costitutivi”.

Un concetto condiviso dall’opposizione ad eccezione
della Margherita.
Il presidente della Regione Cuffaro, però, ha posto
“una condizione politica” sull’approvazione della norma,
chiedendo alla maggioranza una scelta di campo.

“La legge sulla famiglia pone un inderogabile dovere di
chiarezza politica, verso tutti i siciliani – spiega
Cuffaro -. Nella Costituzione italiana esiste una sola
famiglia: quella fondata sul matrimonio. Altre esperienze,
come la convivenza e la cosiddetta famiglia di fatto,
sono frutto di libertà personale: ciascuno ha diritto di
impostare come crede la propria vita di relazione. Di
tale libertà ho pieno rispetto, ma le cose vanno chiamate
con il loro nome. Il legislatore non può riferirsi a
situazioni di fatto che presentano confini incerti, in
grado di condurre su un terreno franoso l’applicazione
della legge”.

I lavori d’aula all’Ars si erano aperti con uno scontro
tra il capogruppo di Rifondazione Francesco Forgione e
il presidente Cuffaro.
Il primo ha accusato il governo di «utilizzare metodi
ricattatori».
Cuffaro ha risposto sostenendo che è invece «il Prc a
usare tali metodi anche su vicende delicate».

La legge ha lo scopo di tutelare la famiglia e valorizzare
il suo ruolo all’interno della società, attraverso
l’attuazione di una serie di benefici per le giovani
coppie, buoni socio-sanitari per l’assistenza degli
anziani, norme a favore dei consultori, sostegno economico
per le adozioni internazionali.

Ieri è stata anche approvato un emendamento che introduce
un bonus da 1.000 euro per i neonati di famiglie non
abbienti.
Ma la “dote” finanziaria sarebbe scarsa, accusa
l’opposizione.

Da Palermo Alessandra Buscemi
(C) Avvenire, 24-7-2003