(Avvenire) Offensiva eutanasica in GB

Vita
Avvenire – 9 Dicembre 2008
SENTENZA CHOC
Londra apre all’eutanasia

Niente processo per i genitori di Daniel James, il ragazzo britannico di 23 anni, paralizzato dal collo in giù, morto lo scorso settembre nella clinica svizzera Dignitas, sospettati di aver preso parte al suicidio assistito del figlio. Lo ha annunciato oggi il procuratore generale del Regno Unito, Keir Starmer, motivando a sostegno della sua scelta il «pubblico interesse».

   «Se, da un lato, vi sono fattori di pubblico interesse a procedere con le incriminazioni», ha detto Starmer, «dall’altro vi sono maggiori elementi di pubblico interesse nel non procedere». «In particolare – ha proseguito – vorrei mettere in risalto il fatto che Daniel, un ragazzo tenacemente indipendente, non è stato influenzato dai suoi genitori nel togliersi la vita e le prove indicano che ha agito così nonostante i suoi genitori lo implorassero di fare altrimenti».
   Daniel, studente in ingegneria e giocatore di rugby, rimase paralizzato dal collo in giù in seguito a un incidente durante gli allenamenti. Una volta compreso che la sua condizione risultava permanente, Daniel ha cercato per tre volte di togliersi la vita. Quindi la decisione di rivolgersi alla clinica svizzera Dignitas, specializzata nell’eutanasia.
   «Ho deciso di chiedere il vostro aiuto – spiegava Daniel in una lettera spedita alla clinica – per la semplice ragione che voglio morire e il mio handicap mi impedisce di far sì che questo accada». Una decisione maturata, secondo quanto riferito dagli psicologi, in virtù di ragionamenti logici e coerenti. Nessuna coercizione, dunque. «Reputo altamente improbabile che un tribunale possa condannare i possibili imputati – ha concluso Starmer – e credo che il processo si concluderebbe o con una completa assoluzione o, forse, con una piccola pena pecuniaria». Ergo la mancata autorizzazione a procedere. Estesa anche a un amico di famiglia che aveva aiutato i James a programmare il viaggio in Svizzera.

Filmato choc su Sky. Filmato choc domani in onda sulla televisione britannica. Sul piccolo schermo gli ultimi gesti di Craig Ewert, un 59enne malato di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che si è lasciato riprendere dalle telecamere mentre si toglieva la vita in una clinica svizzera. «Il diritto di morire – Il turista suicida» è il nome del documentario che promette di infiammare il dibattito e di sconvolgere non poco i sudditi di Sua Maestà. Nonchè di riportare il confronto politico sul delicato terreno dell’eutanasia. Craig, docente universitario di Harrogate, nel North Yorkshire, ha prima staccato con la bocca la spina del macchinario che lo teneva in vita, poi ha ingerito una dose letale di sedativi. Dopo meno di 45 minuti è spirato, al fianco della moglie Mary. Il filmato choc, interamente girato nella clinica svizzera ‘Dignitas’, verrà mandato in onda domani sera alle 21 da Sky Real Lives channel, nuovo canale di Sky Uk.
Il signor Ewert, padre di due figli, ha preso la decisione di ricorrere al suicidio assistito man mano che si accorgeva che la malattia lo stava rapidamente paralizzando.Così, piuttosto che sopravvivere senza poter condurre un’esistenza normale, ha deciso di morire nella clinica svizzera dove viene praticata l’eutanasia. «Sono stanco della malattia, ma non sono stanco di vivere – ha precisato l’uomo alle telecamere, poco prima di morire – amo la vita, ma la realtà è che non riesco più a vivere. Se scegliessi di rimanere in vita, sceglierei anche di sottopormi a una vera tortura. Ho optato per un’altra alternativa: porre fine a questo viaggio e intraprenderne un altro. Dal momento in cui la malattia ti paralizza completamente il corpo, non sei altro che una tomba vivente che si nutre attraverso un sondino nello stomaco, non sei nient’altro. È troppo doloroso».La Sla è una grave malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni che danno gli impulsi ai muscoli i quali, non recependo
più i comandi, diventano atrofici e, gradualmente, non rispondono più alle sollecitazioni arrivando alla paralisi. A essere coinvolti sono tutti i muscoli, da quelli motori a quelli legati alla respirazione e alla deglutizione, tanto che diventa necessaria l’alimentazione attraverso un sondino gastrico. Craig ha sborsato 3.000 sterline alla ‘Dignitas’ per ottenere l’assistenza necessaria durante il suicidio assistito, la cremazione del suo corpo e il ritorno in Gb.