(Avvenire) ONU: no a qualunque clonazione

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ASSEMBLEA GENERALE
La Gran Bretagna resta contraria ai divieti: non è vincolante e non ci sarà alcun cambiamento sulla nostra posizione riguardo alla sperimentazione


Clonazione umana
L’Onu vota il «no»



Da New York Loretta Bricchi Lee


L’assemblea generale dell’Onu ha approvato ieri una dichiarazione che chiede ai Paesi membri di adottare leggi nazionali che proibiscano tutte le forme di clonazione umana, compresa quella cosiddetta «terapeutica» per la ricerca sulle cellule staminali. Il testo non vincolante, proposto dall’Honduras, chiede che a livello nazionale «si proibiscano tutte le forme di clonazione umana in quanto che sono incompatibili con la dignità umana e la protezione della vita umana».
Ci sono voluti circa quattro anni di dibattito, ma alla fine, in meno di un’ora, la proposta varata il mese scorso dalla commissione legale delle Nazioni Unite è passata con 84 voti favorevoli, 34 contrari e 37 astensioni. La decisione è stata accolta positivamente dall’Italia, dalla Santa Sede, dagli Stati Uniti e da molti altri Paesi, ma proprio la questione sulla clonazione finalizzata alla sperimentazione sulle cellule staminali ha creato una profonda divisione all’interno dell’organo Onu e ha spinto molte nazioni (tra cui quelle islamiche) ad astenersi dal voto. Chi si opponeva alla misura – tra questi la Gran Bretagna, Belgio e Cina – ha invece sostenuto che la natura non vincolante della dichiarazione rende l’intervento Onu «insignificante» e che non avrà alcun impatto sulla ricerca dei propri scienziati.
Ieri, prima della riunione dell’assemblea generale, il ministero britannico della Sanità aveva annunciato che il Regno Unito avrebbe «votato contro la dichiarazione perché essa chiede agli Stati di vietare ogni forma di clonazione umana», ricordando che «nel Regno Unito la clonazione riproduttiva è già illegale» e che «la dichiarazione Onu non farà alcuna differenza sulla posizione della sperimentazione sulle cellule staminali in Gran Bretagna: la clonazione terapeutica continuerà ad essere permessa», ha affermato con durezza il ministro. Il dibattito, che si è concluso ieri con il voto della plenaria, aveva subito un’accelerazione nel 2003 quando era stata avanzata una proposta v incolante sul bando totale.
Allora, il Costa Rica – con il sostegno degli Stati Uniti e di altri 64 Paesi – aveva proposto una risoluzione che chiedesse all’Onu di sviluppare una convenzione internazionale vincolante che mettesse al bando ogni forma di clonazione. Ma proprio l'”impasse” che si era creato sulla questione delle celllule staminali aveva rallentato il confronto: stallo superato solo con l’idea di una dichiarazione non obbligatoria.
La formulazione avanzata dalla delegazione dell’Italia – che invitava le nazioni ad approvare legislazioni che «proibissero ogni tentativo di creare vita umana attraverso procedure di clonazione e ogni ricerca mirata a raggiungere tale scopo» – aveva offerto così una base per riprendere i negoziati, nonostante le dispute siano continuate sull’uso del temine «vita umana». È però stato dopo l’introduzione della bozza da parte dell’Honduras che la commissione legale è riuscita, il 18 febbraio scorso, a fare un notevole passo avanti e ad approvare il documento, che ieri è stato votato: allora i voti a favore furono 71.


Avvenire 9-3-2005