(Avvenire) Matrimonio postmoderno? No grazie!

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CONVEGNO. Il patriarca Scola ai canonisti italiani: «Inviolabili i fondamenti naturali delle nozze cristiane». Il cardinale Sodano: «Gli sposi sono chiamati oggi a confrontarsi con le sfide del mondo secolarizzato».
Da Asti Mauro Rivella

Si concludono oggi ad Asti i lavori del 36° Congresso nazionale dell’Associazione Canonistica Italiana, sul tema Matrimonio canonico e realtà contemporanea. Più di centocinquanta cultori di diritto canonico, docenti universitari, operatori dei tribunali ecclesiastici e delle curie diocesane e liberi professionisti, sono riuniti da lunedì scorso per approfondire un tema di grande attualità, se solo si considerano le tensioni e le provocazioni a cui il matrimonio e la famiglia sono oggi soggette nella società secolarizzata.
I lavori si sono aperti con una concelebrazione eucaristica nella collegiata romanica di san Secondo, presieduta dal segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano, che, dopo aver ricordato le sfide che il mondo secolarizzato pone oggi al matrimonio cristiano, ha esortato i congressisti a riproporre i valori fondamentali della dottrina cattolica, alla luce della ragione e della fede, esercitando «un servizio prezioso, non solo alla Chiesa, ma anche alla società civile».
Il cardinale Sodano ha poi ribadito il ruolo e la necessità del diritto ecclesiale, non come sovrastruttura accessoria che mortifica il soffio dello Spirito e la libertà dei fedeli, ma come esigenza indispensabile, che deriva dal carattere sociale della Chiesa, posta a tutela dei compiti e delle responsabilità affidate a ciascun cristiano.
Nel cuore del tema ha introdotto il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, che ha svolto la prolusione sul rapporto tra fede e cultura nel matrimonio. Criticando l’attitudine del pensiero postmoderno a ridurre la natura a cultura, svalutando i caratteri essenziali del matrimonio a elementi contingenti, destinati a mutare a seconda dei tempi e delle circostanze storico-geografiche, Scola ha posto in luce come la differenza di genere fra uomo e donna, la caratterizzazione dell’amore come dono gratuito e totale di sé e l’apertura alla vita nuova con la procreazione, costituiscano le costanti strutturali e le stesse cond izioni di possibilità dell’esercizio della libertà e della responsabilità umana.
Senza natura non si può dare cultura e resta solo il nulla: negare gli elementi strutturali del matrimonio naturale, sui quali si fonda tutta la dottrina cattolica e lo stesso matrimonio sacramento, significa in ultima analisi distruggere la possibilità dell’uomo di scegliere nella libertà e di costruire la propria felicità.
Giuseppe Versaldi ha poi approfondito la comprensione attuale del matrimonio alla luce della psicologia; Franco Garelli ha aiutato a interpretare alcuni dati desunti da ricerche sociologiche; Venerando Marano ha presentato i più recenti pronunciamenti di istituzioni dell’Unione europea in tema di matrimonio e famiglia, mettendo in risalto l’insistenza e la rilevanza giuridica attribuita oggi alle unioni di fatto, etero e omossessuali. Con riferimento ai beni e ai fini del matrimonio, oggetto della dottrina canonistica fin dai tempi di sant’Agostino, Hector Franceschi ha investigato il significato attuale dell’indissolubilità; Pietro Amenta ha analizzato il senso della fedeltà coniugale; Ilaria Zuanazzi si è domandata come presentare l’apertura del matrimonio alla procreazione e all’educazione dei figli. Salvatore Berlingò ha approfondito il senso della coniugalità come elemento che caratterizza il matrimonio sacramento; Piero Antonio Bonnet si è chiesto se, nell’odierno contesto secolarizzato, sia ancora possibile dare per scontato che quanti vogliono sposarsi con il rito religioso intendano assumere gli impegni che il matrimonio, secondo il costante insegnamento cattolico, necessariamente esige.
La riflessione elaborata nel corso dei lavori ha fornito spunti interessanti non solo per l’attività dei tribunali ecclesiastici ma anche per la pastorale giovanile e familiare, con particolare riferimento a quanti accompagnano i fidanzati che si preparano al matrimonio e le coppie cristiane.