(Avvenire) Lazio e Liguria verso i PACS

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La Regione (Lazio) ha approvato il bilancio che stanzia un milione e 500 mila euro per le coppie di fatto.


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Liguria: I servizi per la famiglia estesi «ai vincoli solidaristici»
Fa discutere la scelta del Consiglio regionale.
Forum delle famiglie all’attacco

La Regione ha approvato il bilancio che stanzia un milione e
500 mila euro per le coppie di fatto.
Da Roma
Pier Luigi Fornari

La Regione Lazio approva il bilancio che stanzia 1 milione e
500 mila euro per le coppie di fatto. «Il Lazio si pone così
in prima linea nella lotta contro ogni forma di
discriminazione fondata sul sesso, sull’orientamento
sessuale, sull’identità di genere», si compiace l’assessore
al bilancio Luigi Nieri. «C’è amarezza – lamenta invece per
l’Udc, Luciano Ciocchetti -, riteniamo che questo sia solo
il primo passo per una prossima apertura al riconoscimento
delle unioni di fatto e quindi anche alle coppie
omosessuali». Intanto Giorgio Pasetto della Margherita
«esprime condivisione» per lo stanziamento.
Protesta la Rosa nel Pugno e si astiene dal voto finale sul
bilancio, perché è stato respinto il suo emendamento che
voleva accompagnare i nuovi fondi con il riconoscimento
giuridico a livello regionale delle convivenze. La
bocciatura, da parte della maggioranza della Pisana,
dell’emendamento del Rnp è considerata «grave» dal
socialista Donato Robilotta.
Ma per il presidente di arcigay di Roma, Fabrizio Marrazzo,
il nuovo stanziamento è di per sé «l’inizio di una nuova
stagione dei diritti alla regione Lazio», che potrebbe
diventare «la locomotiva d’Italia» in materia.
Del resto lo stesso governatore, Piero Marrazzo, aveva
invitato la Rosa nel Pugno a ritirare il suo emendamento,
pena parere negativo della Giunta «non nel merito ma nel
metodo». «Non vogliamo un bilancio che venga ricordato per
un sì o un no ad un provvedimento a cui abbiamo già detto
sì», ha spiegato il presidente della Regione, ricordando la
memoria con la quale, per primo, aveva prospettato
l’estensione alle convivenze dei benefici concessi dalla
legge regionale sulla famiglia. Peraltro Marrazzo in sede di
voto del nuovo stanziamento ha garantito che gli si darà
realizzazione con una legge che «la coalizione si impegnerà
ad approvare in tempi molto rapidi».
La Rosa nel Pugno ha comunque ottenuto l’approvazione di un
suo emendamento per la ricerca sulle cellule staminali. La
proposta è passata però nella formulazione indicata
dall’assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, che non
specifica se si tratti di cellule «embrionali» o
«provenienti da cordone ombelicale» o «adulte».
Intanto Massimo D’Alema marca distanze e punti di contatto
con i radicali. I distinguo sono solo in merito all’articolo
18 e all’eccessiva indulgenza degli antiproibizionisti nei
confronti dell’amministrazione Bush. Nessuna differenza,
invece, «sulla laicità dello Stato». Anzi l’ex premier
rivendica ai diessini il merito «di essersi battuti perché
nel programma dell’Unione fossero inseriti nuovi valori come
la difesa della 194». Ed evoca l’esempio positivo di
Zapatero. Ma il radicale Daniele Capezzone respinge le
avance del presidente della Quercia: «Non sta facendo né
come Zapatero né come Blair (leader della battaglia sulla
libertà di ricerca scientifica)».

(C) Avvenire, 12-3-2006



I servizi per la famiglia estesi «ai vincoli solidaristici»
Fa discutere la scelta del Consiglio regionale.
Forum delle famiglie all’attacco

da Genova Adriano Torti

«Ai fini della presente legge gli interventi ed i servizi
destinati alla famiglia, così come individuata dall’articolo
29 della Costituzione, sono estesi ai nuclei di persone
legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela e
da altri vincoli solidaristici, purché aventi una convivenza
abituale e continuativa e dimora nello stesso Comune».
Un articolo che ha fatto divampare le polemiche in Regione e
sta rischiando di spaccare anche la maggioranza.
La legge in questione, tuttora in discussione, è quella
regionale sul riassetto dei servizi sociali che mira a
realizzare l’integrazione dei servizi sociali e sanitari.
L’articolo 23, quello che ha fatto scoppiare il caso, è
stato approvato con il voto di Ds, “Gente della Liguria” per
Claudio Burlando, Udeur, Margherita e Pci Sinistra
Arcobaleno.
«La Regione Liguria annulla la centralità della famiglia», è
stato il duro commento del capogruppo di Forza Italia, Luigi
Morgillo e del consigliere Franco Orsi. «È inaccettabile sul
piano del diritto e del merito questa modifica epocale», ha
spiegato Morgillo in una nota. «La Costituzione impone di
riconoscere una particolare tutela della famiglia che da,
noi è invece parificata ad ogni unione fondata sulla
convivenza».
«Dopo la Puglia – continua la nota diffusa alla stampa –
anche la Liguria realizza uno dei cardini del programma di
Rifondazione Comunista nel silenzio anzi, con il voto
favorevole, dei centristi della Margherita e dell’Udeur».
Secondo il vicepresidente del Consiglio Franco Orsi,
l’emendamento votato «supera i già devastanti intenti del
programma elettorale dell’Unione», perché «qui non siamo al
riconoscimento di diritti da parte dello Stato alle unioni
di fatto (per le quali siamo comunque contrari), ma
addirittura alla totale equiparazione ai fini delle
politiche di assistenza sociale».

Anche il gruppo consigliare di Alleanza Nazionale è sceso in
campo preannunciando la presentazione in aula di un
emendamento che specifichi in maniera chiara come gli
interventi previsti dal nuovo ordinamento dei servizi
socio-sanitari siano rivolti solo ed esclusivamente a favore
delle famiglie intese così come le intende la Costituzione
della Repubblica. «Se così non dovesse essere e gli
interventi regionali risultassero estesi, come sembra, anche
alle unioni omosessuali – ha dichiarato il capogruppo Gianni
Plinio – preannunziamo, già fin d’ora, l’avvio di una dura
battaglia ostruzionistica in sede consiliare che potrebbe
pregiudicare la stessa approvazione della legge».

Anche il Forum Ligure delle Associazioni Famigliari ha già
fatto sentire la sua voce tramite il presidente Roberto
Revello che ha affermato di «nutrire forti perplessità in
merito alla vicenda perché la direzione intrapresa apre la
strada al conferimento, alle coppie di fatto, di facoltà,
diritti e prerogative che la famiglia tradizionale non ha
mai avuto».

Sull’altro versante anche i cattolici del centrosinistra
intendono fare chiarezza. la Margherita. «Chiederemo un
confronto chiarificatore – ha detto Luigi Patrone,
consigliere dell’Udeur – anche perché il testo non è proprio
chiaro. I diritti civili soggettivi sono già tutelati dal
codice civile. Di sicuro noi siamo contrari al principio di
intendere per famiglia anche le persone legate da vincoli
solidaristici».

(C) Avvenire, 16-3-2006