(Avvenire) Il terribile terremoto in Cile

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Avvenire 1 Marzo 2010
IL SISMA
Terremoto in Cile: oltre 700 i morti e due milioni di sfollati
 
8.25. Il numero dei morti causati in Cile dal sisma che ha colpito due giorni fa il Paese «continuerà ad
aumentare», ha detto il ministro dell’Interno cileno Edmundo Perez Yoma. Lo riferisce il canale ‘all news’ della tv pubblica cilena, Tvn 24h, su Twitter

Il fatto. Il governo cileno sta freneticamente cercando di far giungere aiuti a migliaia di persone rimaste senza casa nelle città costiere devastate dal terremoto e dallo tsunami, mentre 10mila soldati stanno arrivando nelle aree colpite per impedire saccheggi.

Il governo ha portato a 711 morti il bilancio del terremoto di sabato scorso, che ha avuto una magnitudo dell’8,8, mentre i soccorritori scoprono progressivamente scene di distruzione in cittadine isolate sommerse dalle onde giganti dello tsunami provocato da uno dei più forti terremoti in un secolo.
Mentre molti sono ancora i dispersi e alcune comunità nel centro del Cile, quello più duramente colpito dal sisma, sono ancora ampiamente isolate, la presidente Michelle Bachelet ha detto che il bilancio delle vittime è destinato certamente a salire.

Le ondate hanno distrutto case e auto nei villaggi di pescatori lungo la costa pacifica del paese sudamericano. Solo a Constitucion sono morte 350 persone, ha detto la tv citando funzionari dei servizi di soccorso.

Il coprifuoco notturno è entrato in vigore nella regione di Maule e nella cittadina di Concepcion, gravemente danneggiata dal sisma, dove centinaia di saccheggiatori hanno preso d’assalto i negozi in cerca di cibo e altri beni. Ma anche nella capitale Santiago ci sono stati espisodi di saccheggio.
«Non abbiamo né acqua né altro. Nessuno si è presentato per portare aiuti e ci serve più polizia per mantenere l’ordine. Qui c’è troppa gente che sta rubando», dice una donna di 78 anni, Ana, da Talca, una cittadina gravemente colpita dal sisma che si trova a 250 chilometri a sud di Santiago..

A Concepcion, i sopravvissuti che vivono accampati lungo le strade, hanno scatenato la loro ira contro i pompieri, che stavano distribuendo acqua potabile in thermos e teiere, danneggiando i loro veicoli.

Gli italiani. Non si ha per ora notizia di vittime italiane; i connazionali presenti in Cile sono circa 50mila, 500 nella sola città di Concepcion. Sabato le squadre di soccorso hanno recuperato 22 superstiti e vari cadaveri, ma non è chiaro quante persone abitassero il palazzo. Secondo un caposquadra dei vigili del fuoco impegnati nelle ricerche, che hanno utilizzato anche cani da catastrofe e rilevatori termici per scandagliare la massa di detriti, ci sarebbero una cinquantina di persone ancora vive sotto le macerie.