(Avvenire) Il disegno di legge sulla liberta’ religiosa in Parlamento

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“Avvenire”, 23.01.2003 ROMA. Il disegno di legge sulla liberta’ religiosa inizia il suo iter in
Parlamento. Ieri, infatti, con un voto che ha visto concordi maggioranza e
opposizione (solo la Lega si e’ astenuta) la commissione Affari
costituzionali della Camera ha assunto come testo base il ddl presentato dal
governo il 18 marzo 2002 (a Montecitorio erano stati presentati anche altri
due progetti di legge, uno a opera di Valdo Spini, della Sinistra
democratica, l’altro di Giuseppe Molinari della Margherita).

Cio’ significa, dunque, che sara’ sul testo messo a punto dall’esecutivo che
si svolgera’ il dibattito. E la commissione ha anche stabilito il termine
per presentare gli emendamenti: una decina di giorni dopo di che si passera’
all’esame. Secondo il relatore Sandro Bondi (Fi), uno degli scopi della
legge e’ quello di raccogliere l’invito formulato dal ministro dell’interno,
Giuseppe Pisanu, sulla necessita’ di far emergere in Italia degli
interlocutori attendibili anche nel mondo islamico.

La normativa, infatti, ha proseguito Bondi, dovrebbe stabilire che lo stato
riconoscera’ tutte le religioni le quali rispettino i diritti fondamentali
dell’uomo, primo tra tutti la liberta’ religiosa. Il testo del governo, ha
detto ancora il relatore, ricalca un analogo provvedimento presentato dai
governi di centrosinistra, attua i principi della Costituzione e “abroga le
leggi fascite sui culti ammessi”.

In pratica si stabilisce che “tutte le religioni sono libere davanti alla
legge, ma questo principio non si traduce nel mettere tutte le religioni
sullo stesso piano” o nel concedere loro un “diritto all’Intesa”. Invece,
per ottenere il riconoscimento dello Stato, le religioni devono avere
“statuti che non contrastino con il nostro ordinamento giuridico, con i
diritti fondamentali dell’uomo e che non offendano i principi della nostra
tradizione religiosa”.

Su questi punti, inoltre, l’esponenete di Forza Italia ha gia’ preannunciato
emendamenti di maggior precisazione. In particolare, tra i principi da
rispettare figurano la parita’ tra uomo e donna, il rifiuto del matrimonio
poligamico e delle mutilazioni sessuali.

Infine Bondi ha indicato un altro criterio tra quelli che lo Stato dovrebbe
prendere in considerazione per stipulare un’Intesa: la reciprocita’. Non nel
senso del diritto internazionale, ha spiegato, bensi’ nel senso che la
religione in questione riconosca la liberta’ religiosa tra i diritti
fondamentali dell’uomo, con la possibilita’ quindi di convertirsi e di
abbandonare quella stessa religione.

“Bondi ha fatto una buona relazione conclusiva – ha commentato il capogruppo
Ds in commissione, Carlo Leoni – e lo e’ anche il testo del provvedimento”.