(Avvenire) Il Papa affida il mondo a Maria

Notizie

I 150 ANNI DEL DOGMA
Nella festa dell’Immacolata il tradizionale omaggio di Giovanni Paolo II alla statua di piazza di Spagna, Nell’invocazione il solenne affidamento del mondo alla Vergine


Il Papa a Maria «Difendi la vita donaci la pace»


Intensa giornata mariana del Pontefice che anche nell’omelia pronunciata durante la Messa del mattino in San Pietro e all’Angelus ha indicato la Vergine quale «predestinata sopra ogni altra creatura»


Da Roma Mimmo Muolo












Il “sì” di Maria diventi per tutti un “sì” alla vita, alla pace e al rifiuto della violenza. Specie in questo Anno dell’Eucaristia. La voce del Papa risuona ancora una volta ai piedi della colonna dell’Immacolata a piazza di Spagna, dove sono deposti numerosi omaggi floreali. E nella tipica atmosfera prenatalizia che connota da sempre l’appuntamento dell’8 dicembre, Giovanni Paolo II ripete la sua fiducia nell’intercessione della Vergine. Come aveva fatto in mattinata, celebrando la Messa nella Basilica di San Pietro, e a mezzogiorno, affacciandosi per l’Angelus alla finestra del suo studio.
«Aiutaci a costruire un mondo dove la vita dell’uomo sia sempre amata e difesa, ogni forma di violenza bandita, la pace da tutti tenacemente ricercata», dice nel pomeriggio davanti al monumento che ricorda la proclamazione del dogma dell’Immacolata, avvenuto giusto 150 anni fa. E con la sua preghiera chiede alla Madonna di guidare «i nostri passi sulle vie del bene».
Il Pontefice giunge a piazza di Spagna che sono da poco passate le 16. La papamobile panoramica fende due ali di folla lungo via Condotti, dove Giovanni Paolo II sosta brevemente per salutare i membri dell’Associazione dei Commercianti. Poi passa vicino alla famosa scalinata e si ferma proprio davanti al palazzo dell’Ambasciata di Spagna.
Ad attenderlo, il Vescovo di Roma trova oltre 10mila persone, assiepate lungo le transenne, che lo accolgono in maniera molto calorosa, con applausi scroscianti e grida di “W il Papa”. Un enorme cartellone bianco e giallo, saluta a nome del comune, «il Vescovo di Roma e cittadino onorario». Per fortuna unica assente è la pioggia. Per tutta la mattinata era caduta copiosa, salvo fermarsi pochi minuti prima del suo arrivo e riprendere poco dopo la partenza, a cerimonia ormai conclusa.
Ci sono le autorità civili (il sindaco Walter Veltroni, la vice sindaco, Maria Pia Garavaglia, il prefetto Achille Serra e i l questore Nicola Cavaliere), i cardinali Crescenzio Sepe, prefetto di Propaganda Fide, il cui palazzo chiude la prospettiva della piazza; Julian Herranz, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, e Camillo Ruini, che proprio ieri compiva i 50 anni di sacerdozio e al quale, in mattinata, il Papa aveva rinnovato gli auguri, esprimendogli, durante l’omelia, tutta la sua gratitudine «per il servizio, che con generosa dedizione ha reso e continua a rendere alla Chiesa come vicario generale per la diocesi di Roma e come presidente della Conferenza episcopale italiana».
In prima fila ci sono anche numerosi vescovi, tra i quali il vicegerente di Roma, monsignor Luigi Moretti, c’è il segretario generale del vicariato, monsignor Mauro Parmeggiani e, poco più in là, i dirigenti del Real Madrid, la squadra calcistica spagnola, che ieri sera ha affrontato la Roma all’Olimpico.
Un lettore proclama un passo della Ineffabilis Deus, la Bolla con cui nel 1854 Pio IX stabilì come verità di fede il dogma dell’Immacolata Concezione. Poi il Papa legge per intero la preghiera alla Vergine, mentre un silenzio assoluto scende sulla piazza. «Ancora una volta siamo qui ad onorarti – dice Giovanni Paolo II con voce ferma, solo leggermente arrochita da una lieve raucedine – ai piedi di questa colonna dalla quale tu vegli con amore su Roma e sul mondo intero».
«La tua bellezza spirituale – prosegue il Pontefice, sempre rivolgendosi alla Vergine – è per noi sorgente viva di fiducia e di speranza». La stessa speranza che Giovanni Paolo II è venuto a testimoniare con la sua presenza.