(Avvenire) Hollywood torna ad attaccare Mel Gibson

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Hollywood ha deciso di distruggere il film di Mel Gibson
“Passion”, incentrato sulle ultime ore di vita di Gesù.
Già tempo fa alcuni critici avevano definito senza mezzi
termini la pellicola (diretta e prodotta dall’attore e
costata 25 milioni di dollari) «un suicidio commerciale,
una follia».
I personaggi parleranno infatti solo in aramaico e
latino, due lingue morte. Ma l’attacco a Gibson, in queste ore, è diventato più
forte.
Nella patria del cinema mondiale, guidata da colossi
molto vicini al mondo ebraico americano, è stata
rilanciata la voce «che l’attore ha dato al film – che
uscirà solo l’anno prossimo – una visione antiebraica».

A gettare altra benzina sul fuoco delle polemiche ci ha
pensato ieri il quotidiano inglese Mirror con un articolo
intriso di veleno.
Secondo il giornale, «Gibson è stato influenzato da suo
padre, Hutton Gibson, cattolico integralista».
E come se fosse una colpa il Mirror aggiunge: «L’attore
sta costruendo una chiesa da 13 milioni di sterline
vicino a Los Angeles».

Poco importa se Gibson continua a negare che il suo film
sia antisemita.
Per Eugene Korn, direttore della lega ebraica
antidiffamazione, «le presentazioni di The passion
contengono elementi antisemiti. Non solo contro gli ebrei
che vissero allora ma di tutti i tempi».

Insomma, Hollywood ha deciso di distruggere Gibson e il
suo film girato in Italia, tra Matera e Cinecittà.
A interpretarlo sono Jim Caviezel nel ruolo di Gesù,
Monica Bellucci nel ruolo di Maria Maddalena, Claudia
Gerini nei panni della moglie di Ponzio Pilato, Rosalinda
Celentano nel ruolo di Satana, Ivano Marescotti in quello
di Ponzio Pilato e Sergio Rubini in quelli del ladrone
buono Dismas.

A.Alf.
(C) Avvenire – Mercoledi 30 aprile 2003