(Avvenire) Francescani nel mirino a Mosca

Notizie

“Avvenire”, 15.10.02

CATTOLICI NEL MIRINO

Padre Vecchiato, superiore generale dei conventuali: «Accuse
infami. Siamo vittime di un’operazione orchestrata per colpire i nostri
confratelli e gettare il discredito sui cattolici»

Russia, un «ignobile attacco»

Durissima risposta del Vaticano alla campagna diffamatoria
avviata dai media russi contri i francescani di Mosca. Navarro Valls: adesso
la giustizia deve fare il suo corso

Da Roma Salvatore Mazza
Il giornale Komsomolskaia Pravda “spara” sui francescani di
Mosca: un appartamento di loro proprietà è diventato una casa
d’appuntamenti. E il Vaticano reagisce: con una denuncia di insolita
durezza, che sottolinea l’«ignobile operazione» condotta dal quotidiano
russo e l’inquadra in un clima creato ad arte per «nuocere alla reputazione
della Chiesa cattolica». E la KP, dopo una settimana fa retromarcia: «I
francescani erano all’oscuro di tutto». Ma in un momento in cui i rapporti
tra Mosca e Santa Sede non possono definirsi certo idilliaci, questo nuovo
episodio è difficile da inquadrare come un semplice “incidente” del
quotidiano scandalistico.
La campagna diffamatoria, avviata il 7 ottobre con un articolo
intitolato “Il monastero in realtà è un bordello”, era proseguita con
dovizia di particolari (falsi) sui notiziari della tv statale russa Ort e di
quella municipale di Mosc a Tvz, controllata dal Comune e considerata vicina
al Patriarcato ortodosso. E nonostante le proteste dei francescani, per
arrivare alla retromarcia c’è voluto il pesantissimo intervento di ieri del
Vaticano. «Sono pervenute alla Santa Sede – ha dichiarato ieri il direttore
della Sala Stampa vaticana Joaquin Navarro Valls – notizie preoccupanti
circa un’ignobile operazione volta a gettare discredito sulla Comunità dei
Frati Francescani Minori Conventuali di Mosca e, attraverso di loro, sulla
Chiesa Cattolica. A loro insaputa, i Religiosi hanno visto un appartamento
di loro proprietà – affittato a una persona privata che affermava di volerlo
destinare a un’opera di beneficenza – trasformarsi in casa adibita
all’esercizio della prostituzione. Di recente, poi, un noto quotidiano della
Capitale, nonché il primo e terzo canale televisivo hanno diffuso notizie
subdolamente artefatte, tra le quali f igurano immagini di persone
travestite con abiti religiosi e ritratte in atteggiamenti immorali, con
l’evidente intento di nuocere alla reputazione della comunità cattolica. Il
Rappresentante Pontificio a Mosca ha energicamente protestato presso le
Autorità competenti. In pari tempo, i Superiori locali dell’Ordine
Francescano dei Frati Minori Conventuali hanno diramato un comunicato
stampa, col quale rigettano ogni addebito e confutano le false informazioni
diffuse a Mosca. La Santa Sede si associa a tali legittime proteste e spera
che la giustizia faccia il suo corso, come si addice in uno Stato di
diritto».
Per i francescani si tratta di un’«operazione orchestrata» per
gettare «discredito» sui francescani e sulla Chiesa cattolica. «Siamo
vittime – ha detto padre Carlo Vecchiato, superiore generale dei francescani
conventuali all’agenzia Sir – di un’operazione orchestrata per colpire i
nostri confratelli di Mosca. Per il mome nto non sappiamo a chi far risalire
la regìa di questo atto, volto a gettare discredito sulla nostra comunità,
tuttavia i superiori del luogo hanno già inviato alle autorità russe una
nota con la quale espongono i fatti come si sono realmente svolti e hanno
dato mandato agli avvocati per intraprendere un’azione legale contro i
responsabili». La dichiarazione di Vecchiato riprende succintamente i
termini del lungo comunicato dei religiosi locali, che in toni indignati non
solo hanno rigettato le accuse bollandole come «ignominiose e infami», ma
soprattutto lamentano il fatto che notizie del genere «stimolano l’ostilità
religiosa con l’utilizzo di mezzi di comunicazione di massa, cosa che,
secondo la legislazione russa, è un atto criminale punibile giuridicamente».

A questo punto, e nonostante la tardiva retromarcia della Kp, è
difficile non leggere tutta la vicenda nel quadro delle attuali difficoltà
che la Chiesa Cattolica attraversa in Russia, iniziate da quando, a
febbraio, la Santa Sede ha deciso di trasformare le amministrazioni
apostoliche in diocesi. Cosa che ha scatenato la reazione dura del
Patriarcato ortodosso, l’annullamento della visita del cardinale Walter
Kasper e rinnovate accuse di “proselitismo” rivolte ai cattolici. Sono poi
seguite le espulsioni di un vescovo, Jerzy Mazur, e di tre sacerdoti in
cinque mesi; e oggi qualcuno sospetta che, considerato che il Patriarcato
non può espellere nessuno, settori della amministrazione e della politica
appoggino una campagna anticattolica voluta dal Patriarcato.