(Avvenire) E’ un pericolo Harry Potter?

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Mentre arriva in Italia l’ultimo libro, è polemica in Usa sulla religione del maghetto

Il Vangelo di Harry Potter
I fondamentalisti protestanti americani hanno organizzato pubblici falò dei volumi della Rowling, ma ora una studiosa evangelica li difende: non fanno male alla fede cristiana, anzi.
Di Alessandro Zaccuri

Lo hanno fatto a pezzi, e in modo tutt’altro che metaforico. Lo hanno bruciato sulla pubblica piazza ogni volta che hanno potuto, estromesso da scuole e biblioteche non appena ne hanno avuto l’opportunità. Lo hanno accusato di istigare al satanismo e alla magia nera. Sono gli unici che il maghetto Harry Potter non sia riuscito a incantare, i soli che abbiano resistito alle lusinghe della prosa di J.K Rowling e alle malizie cinematografiche di Chris Columbus. Sono i protestanti americani o, meglio, i fedeli delle innumerevoli congregazioni evangeliche statunitensi. Una galassia estremamente estesa e complessa, una maggioranza che di recente si è dimostrata sempre meno silenziosa e sempre più combattiva. Tra i nemici dichiarati spicca proprio il piccolo eroe di Hogwarts, al quale più di un predicatore non ha esitato ad attribuire caratteristiche sataniche. Ma anche tra gli evangelici c’è chi la pensa diversamente. Connie Neal, per esempio, figura di spicco dell’associazione Women for Faith, apprezzata scrittrice e conferenziera che negli ultimi anni ha deciso di mettere in gioco la propria credibilità in una battaglia che, prima ancora di mirare alla difesa di Harry Potter, intende smontare i molti pregiudizi che attorno alla saga si sono depositati. Ha iniziato nel 2001 con un libro intitolato What’s a Christian to Do with Harry Potter? («Come deve comportarsi un cristiano con Harry Potter?») e ha rincarato la dose l’anno successivo con Il Vangelo secondo Harry Potter, che viene ora edito in Italia da Gribaudi (traduzione di Diana Zerilli, pagine 176, euro 10,50). Un titolo al limite della provocazione, se si considera che, negli stessi mesi in cui il volume veniva pubblicato negli Stati Uniti, un pastore del Maine, il reverendo Douglas Taylor, distruggeva a colpi di cesoia l’opera omnia della Rowling. Connie Neal, però, può permettersi di rischiare e non soltanto perché, vista in fotografia, risulta una specie di versione bionda di Laura Bush, la First Lady diven uta una vera e propria icona del protestantesimo Usa. Ferratissima in materia biblica e molto presente sul fronte mediatico, Connie Neal ha infatti al suo attivo libri tutt’altro che concilianti con la modernità (come Walking Tall in Babylon, «Fieri di sé a Babilonia», tanto per spiegare in che razza di mondo viviamo), ma anche originali riletture in chiave spirituale di fiabe come Cenerentola. O Harry Potter, appunto, alla cui discussione sono dedicate anche molte sezioni del sito dell’autrice (www.connieneal.com). Avete deciso che i vostri figli devono stare alla larga da Hogwarts? Benissimo, replica la Neal, però non dimenticate che i bambini hanno bisogno di sognare: fate leggere loro Le Cronache di Narnia di Clive Staples Lewis, oppure portateli al cinema a vedere Il Signore degli Anelli. Al contrario, se avete deciso che Harry Potter è benvenuto in casa vostra, mettete subito la situazione in chiaro con i ragazzi: la magia esiste soltanto nelle favole, mentre nella realtà il credente deve attenersi alle disposizioni contenute nel Deuteronomio, capitolo 18, versetti 9-14. Niente sacrifici e niente divinazioni, niente incantesimi né esperimenti di negromanzia. «Nel mondo reale – spiega con molta efficacia la Neal – la Bibbia ci insegna che ogni magia equivale ai Poteri Oscuri di Hogwarts. Invischiarsi in una qualsiasi delle pratiche proibite dalla Bibbia significherebbe arrendersi a Voldemort», e cioè allo stregone malvagio contro il quale Harry Potter ha ingaggiato, fin dalla nascita, una lotta mortale. Il Vangelo secondo Harry Potter, ovviamente, si rivolge a questa seconda categoria di genitori, disposta a considerare le storie raccontate dalla Rowling come nuvole in movimento nel cielo d’estate: ognuno può vederci quello che vuole o che sa riconoscere. Anche spunti evangelici, certo, come quelli che il volume elenca con puntiglio A partire dalla famosa cicatrice che il maghetto porta nascosta sotto la zazzera e che, secondo l’autrice, può alludere alle sti mmate di Gesù, segni di salvezza incisi nella carne. Liberi di dissentire, anche qui. Ma forse Connie Neal non ha torto quando lascia intendere che Harry Potter, prima di essere un ragazzino dotato di poteri straordinari, è un “cercatore”. Di sapienza arcana, d’accordo, ma anche di verità autentica. E, soprattutto, d’amore. Come tutti noi.