(Avvenire) Contemplazione, comunione e missione

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In trecentomila domenica nella Piana di Montorso per la solenne liturgia presieduta dal Pontefice per la beatificazione di Alberto Marvelli, Pina Suriano e don Pedro Tarrés

«Coraggio Ac nel tuo cammino di rinnovamento»


«Vi affido tre consegne: contemplazione sulla strada della santità; comunione per essere strumento di dialogo;missione per portare il fermento del Vangelo»


Dal Nostro Inviato A Loreto Mimmo Muolo


«Coraggio, Azione Cattolica». Risuona ferma e precisa la voce del Papa, nonostante il caldo e la fatica, mentre pronuncia la frase culmine della sua omelia. Ha voluto leggerne l’inizio e la fine, lasciandosi aiutare dal sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Leonardo Sandri, solo in quei passi che riguardano i tre nuovi beati. Ha voluto esserci fortemente in questa festa del laicato che è il grande pellegrinaggio dell’Ac a Loreto. Ha presieduto per oltre due ore e mezza la celebrazione eucaristica. E ora rilancia: «Coraggio». Coraggio per portare il «Vangelo sempre attuale» in ogni ambiente della vita. Coraggio per «seguire le vie della pace e della fraternità». Coraggio per «testimoniare» da laici l’importanza della santità. Dirà poco più tardi, al momento di recitare l’Angelus: «Vi lascio tre consegne: «Contemplazione, comunione e missione», quasi a rimarcare le fonti dove trovare quel coraggio e i campi della sua applicazione.
Così la celebrazione eucaristica che conclude il grande evento organizzato dalla più antica aggregazione laicale italiana diventa in un certo senso la festa di una nuova missionarietà del laicato italiano (accanto ai soci dell’Ac c’erano anche i rappresentanti di molte altre aggregazioni laicali). Una festa appena velata dal dolore per le vittime dell’Ossezia e di tutte le guerre del mondo (ricordate al momento della preghiera dei fedeli). Ma rischiarata dall’esempio, coraggioso anch’esso, di Alberto Marvelli, Pina Suriano e Pedro Tarrés, che il Papa iscrive all’inizio della celebrazione nell’albo dei beati.
Due laici e un assistente di Ac. Modelli di santità per i 300mila che affollano la piana di Montorso. Adulti, bambini, giovani, che hanno vegliato tutta la notte. Ci sono i volontari in maglietta arancione e le squadre della protezione civile, che insieme con le forze dell’ordine hanno lavorato incessantemente per la sicurezza di tutti. Ci sono le autorità, tra gli altri il presidente della Camera, Pier Ferdinando Cas ini e il ministro dell’interno, Giuseppe Pisanu, in rappresentanza del Governo. C’è anche, a testimoniare la volontà di pace di tanti musulmani, il presidente dell’Ucoii, una delle principali organizzazioni islamiche italiane, Mohammed Nour Dachan.
Il Papa – salutato all’inizio dall’arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Angelo Comastri e dalla presidente dell’Azione Cattolica Paola Bignardi – parla a tutti. E proprio traendo spunto dell’esempio dei tre nuovi beati, afferma: «Oggi, attraverso di loro il Signore vi dice: il dono più grande che potete fare alla Chiesa e al mondo è la santità»
Dunque, ai laici (e specialmente a quelli di Azione Cattolica) deve stare a cuore «ciò che sta a cuore alla Chiesa». E cioè «che molti uomini e donne del nostro tempo – spiega Giovanni Paolo II – siano conquistati dal fascino di Cristo; che il suo Vangelo torni a brillare come luce di speranza per i poveri, i malati, gli affamati di giustizia; che le comunità cristiane siano sempre più vive, aperte, attraenti; che le nostre città siano ospitali e vivibili per tutti; che l’umanità possa seguire le vie della pace e della fraternità».
Ma tutto questo non può avvenire senza l’impegno dei cristiani. Ecco, dunque, la prova di coraggio richiesta dal Papa. «A voi laici spetta di testimoniare la fede mediante le virtù che vi sono specifiche: la fedeltà e la tenerezza in famiglia, la competenza nel lavoro, la tenacia nel servire il bene comune, la solidarietà nelle relazioni sociali, la creatività nell’intraprendere opere utili all’evangelizzazione e alla promozione umana. A voi spetta pure di mostrare, in stretta comunione con i Pastori, che il Vangelo è attuale, e che la fede non sottrae il credente alla storia, ma lo immerge più profondamente in essa».
E quasi a far toccare con mano che tutto ciò è possibile, ecco l’esempio offerto dai tre nuovi beati. Un sacerdote tutto dedito all’apostolato e alla formazione delle coscienze, il catalano padre Tarrés. Una giovane innamorata solo di Gesù Cristo, cui dedicò tutta la sua vita, Pina Suriano di Partinico, in Sicilia. Ma soprattutto Alberto Marvelli, il giovane consigliere comunale di Rimini che diventa dunque modello per tutti coloro che vivono l’impegno politico.
Giovanni Paolo II invita a posare gli sguardi su di loro e ripete: «Coraggio Azione Cattolica, il Signore guidi il tuo cammino di rinnovamento». Poi, per rendere ancora più concreto il discorso, ecco le sue tre consegne: «La prima è contemplazione: impegnatevi a camminare sulla strada della santità, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, unico Maestro e Salvatore di tutti». La seconda è comunione: cercate di promuovere la spiritualità dell’unità con i Pastori della Chiesa, con tutti i fratelli di fede e con le altre aggregazioni ecclesiali. Siate fermento di dialogo con tutti gli uomini di buona volontà». La terza consegna, conclude Giovanni Paolo II, è missione. «Portate da laici il fermento del Vangelo nelle case e nelle scuole, nei luoghi del lavoro e del tempo libero. Il Vangelo è parola di speranza e di salvezza per il mondo». La risposta gli giunge in pratica dalla presidente Bignardi, che promette un’Ac di «cristiani lieti e forti che sappiano testimoniare la speranza che viene dalla risurrezione di Cristo». Con il coraggio necessario.


Avvenire 5-9-2004

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