(AsiaNews) Rafforzare la fede in Cristo vero Dio e vero uomo

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24 Giugno 2004

VATICANO – L’uomo e il mondo hanno fame di Eucaristia


di Bernardo Cervellera

 






 

Città del Vaticano (AsiaNews) – La apostasia silenziosa” dell’Europa occidentale e dell’Occidente in genere è figlia della scarsa convinzione dell’uomo dell’età tecnologica di avere bisogno di Dio, del Gesù vero che ogni giorno si offre nell’Eucaristia, “banco di prova per la fede”. Per questo, sostiene con AsiaNews il card. Jozef Tomko, presidente dei Congressi eucaristici internazionali, “bisogna rafforzare la fede nella persona di Gesù Cristo e nella sua divinità. Appena si cede in una, si cede nell’altra. C’è bisogno di una evangelizzazione nuova, per rafforzare la fede nell’Eucaristia e nella divinità di Cristo”.


 

Questa sembra la convinzione del Papa che ha voluto l’Anno dell’Eucaristia

L’annuncio fatto dal Santo Padre dell’Anno dell’Eucaristia, che comincia proprio con il Congresso eucaristico internazionale di Guadalajara (dal 10 al 17 ottobre) e finisce poi con il Sinodo dei vescovi, sempre sul tema dell’Eucaristia (dal 2 al 29 ottobre 2005), mi ha dato grande gioia. Questo Anno prolunga l’efficacia e i frutti del Congresso internazionale e facilita la celebrazione dei congressi a livello locale e diocesano. Vi sarà un impatto ancora maggiore. L’Italia per esempio, comincia l’organizzazione del Congresso eucaristico nazionale in ottobre a Bari. Questo aumenta la responsabilità del Comitato pontificio dei congressi eucaristici. Tutto questo impegna la nostra responsabilità e preparazione.


 

Come ci si sta preparando al Congresso, al quale si sa il Papa vorrebbe essere presente?

La preparazione del prossimo congresso di Guadalajara è lanciata da tempo: già dal novembre 2002 l’assemblea plenaria dei delegati nazionali aveva trattato della preparazione, che avviene nella città che si prende la responsabilità di ospitare tutti, ma impegna anche il Comitato per sollecitare tutti i continenti a parteciparvi.


Il Congresso sarà preceduto da un simposio teologico, celebrato in 3 giorni di studio, che avrà come tema l’enciclica del Santo Padre sull’Eucaristia. Il programma prevede poi una giornata per ogni continente. Un cardinale per ogni zona continentale presenterà una catechesi sull’Eucaristia e avrà la responsabilità della liturgia di quel giorno. Vi sarà pure una giornata dedicata alla “donna eucaristica”, alla Madonna, perché vi sarà pure un pellegrinaggio a Zapopan, un santuario molto venerato in Messico.


 

Che importanza ha il Congresso per la fede e la missione?

In tutti i congressi eucaristici avviene una ripresa della fede e della missione. Sono davvero un’occasione per promuovere la fede nell’Eucaristia, culmine e fonte della vita cristiana (è una definizione della Lumen Gentium). E’ questa la finalità dei congressi internazionali, ed è sottolineato negli statuti: “far sempre meglio conoscere ed amare il Signore Gesù nel suo mistero eucaristico, centro della vita della Chiesa e della sua missione per la salvezza del mondo”. In pratica lo stesso titolo dell’anno dell’Eucaristia e del Sinodo dei vescovi.


Non ho statistiche, ma è evidente che i congressi eucaristici, promuovendo il culto eucaristico, promuovono le vocazioni. Ad esempio: dove si è conservata la tradizione dei primi venerdì del mese, della confessione mensile, lì fioriscono le vocazioni. Quante vocazioni vengono poi dal servizio all’altare? Lo ha detto anche il Papa nella sua lettera ai sacerdoti…


I congressi sono proprio delle feste della fede. Nairobi, Seoul, Filadelfia (dove il giovane arcivescovo Wojtyla ha dato anche lui una catechesi). Sevilla, Wroclaw, Roma…


Quello di Guadalajara sarà molto importante per unire molto di più i cattolici americani sia del nord – dove gli ispanici sono sempre più – che del sud. Poi vi è l’adorazione eucaristica. In Messico ho scoperto vi sono migliaia di gruppi che fanno anche adorazione notturna.


I congressi hanno anche una valenza sociale: le migliaia di persone invitate, vengono ospitate nelle famiglie di Guadalajara: questa è la testimonianza che nel mondo si può vivere da fratelli.






 

Nel mondo missionario ci si accorge di una “debolezza cristologica”, si annuncia poco Gesù Cristo e si parla molto di impegni sociali, generosità sentimentale, ….


L’Eucaristia muove la missione. Gesù, nell’ultima cena ha offerto il suo corpo “per la vita del mondo”. Pro mundi Vita era il titolo di un congresso eucaristico di Monaco nel….


L’Eucaristia  ripresenta e dà la salvezza secondo una qualità specifica: è il dono della vita di Cristo al mondo, attraverso il dono di noi stessi.


E anche, è dono per il mondo intero “da un confine all’altro della terra”: nessuna terra, nessuna cultura può essere esclusa dal dono dell’eucaristia. I missionari devono rendersi conto che essi vanno ovunque nel mondo con la parola e con l’Eucaristia.


L’Eucaristia viene data per scontata, si cerca di non sacramentalizzare più… Ma se non c’è l’Eucaristia, le comunità prima o poi si consumano e si estinguono.


Invece l’Eucaristia è un elemento veramente molto importante nella Chiesa missionaria. Tempo fa, quando ero a Propaganda Fide, vi era un problema. Nelle missioni molti proponevano di costruire non la chiesa, per l’uso liturgico, ma delle “sale polivalenti”, in cui fare incontri, catechesi, raduni, feste, ecc.. Ad un certo punto la gente e i vescovi stessi hanno chiesto che si costruissero chiese, con tabernacoli. Altre agenzie di aiuto pensavano in modo più “efficiente”, strumentale, ma col rischio di perdere la sacralità del luogo.


Dappertutto vi sono segni di amore e devozione a Cristo e all’Eucaristia.


Per capire quanto gli africani vivono la presenza del mistero, basta partecipare alle loro liturgie: durante la consacrazione vi sono delle musiche così belle, solo delle note mugolate, che creano stupore, come nelle liturgie orientali.


Che dire poi della grande dignità e gioia con cui tanti poveri si accostano all’Eucaristia, dove non vi è divisione di classe o di censo?


La percezione del sacrificio in questi popoli è molto più profonda perché già nelle loro religioni ancestrali eseguono sacrifici: il sacrificio di Cristo diventa ancora più eloquente.


In Asia la preghiera di fronte al Santissimo è molto comune. E penetra nelle culture: il rito dell’arathi, nel mondo indiano – la presentazione del fuoco e dell’incenso alla divinità – ha trovato spazio nella liturgia e nella dossologia.


In Europa la cultura eucaristica ha influenzato la costruzione delle cattedrali. Oggi si vedono solo i monumenti, ma in realtà esse sono luogo della presenza di Gesù.






 

Quanto all’America, ricordo che a Puebla, alla conferenza dei vescovi latino-americani, siamo tutti rimasti colpiti dal numero enorme di persone che la sera o la notte va in chiesa a pregare davanti all’Eucaristia. Qui in Italia e in Europa le chiese rimangono chiuse per paura dei ladri o di chissà chi….


 


In Occidente sembra ci sia un raffreddamento della fede nell’Eucaristia, nella persona di Gesù Cristo stesso; è questo che spinge il Papa a lanciare questo anno?


L’Eucaristia è un banco di prova per la fede. Dai tempi di Gesù, il discorso sull’Eucaristia crea scandalo, è un discorso “duro”, come vediamo in Giovanni. Rifiutare il realismo dell’Eucaristia è rifiutare la divinità di Gesù. Per credere a un tale mistero io devo sapere che chi mi parla non è un uomo qualunque, ma Dio stesso. Le due realtà, eucaristia e fede, sono collegate.


E oggi, come ai tempi di Gesù è Pietro che reagisce: Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole che danno la vita”. Il Papa reagisce a nome della Chiesa. Se in certe regioni vi è il raffreddamento della fede nell’Eucaristia, bisogna rafforzare la fede nella persona di Gesù Cristo e nella sua divinità.


Appena si cede in una, si cede nell’altra. Ora questa è la situazione dell’Europa occidentale e della sua apostasia silenziosa. C’è bisogno di una evangelizzazione nuova, per rafforzare la fede nell’Eucaristia e nella divinità di Cristo.


 


La liturgia molto spesso è una festa di “noi” e non di Colui che è presente…


Ogni Congresso è un richiamo a una liturgia dignitosa e decorosa, di fronte a Gesù, che è presente. E’ un richiamo concreto alle realtà fondamentali, al tema del sacrificio di Gesù Cristo, lui che è il dono più prezioso per il mondo. La messa non è perciò un gioco, o una banale rappresentazione teatrale, il lancio di un’attività sociale, ma la ri-presentazione del dramma salvifico del Calvario, ripresentazione come memoria biblica, mistica. Ma mistico non significa solo simbolo, quasi fasullo, lontano dalla verità. Il sacramento esprime una realtà vivente. Giovanni Paolo II richiama nell’enciclica sull’Eucaristia al decoro delle celebrazioni. A Guadalajara sottolineeremo molto la liturgia “decorosa”.


 


Altri ricordi personali sull’Eucaristia


Ho un esempio molto illustre in questi ricordi personali: il Santo Padre. Nell’enciclica sull’Eucaristia ricorda la comunione e il silenzio dopo la comunione come un “poggiare il capo sulle spalle di Gesù”, parlare, ascoltare, essere consolato…






 

Forse in maniera più prosaica, posso dire che in 55 anni di sacerdozio e di messa quotidiana, anche per me è stata sempre un nutrimento. Mi colpiscono sempre quelle parole di Gesù: Chi mangia di me, vivrà per me. Questo significa anzitutto che il mangiare Cristo ci dà la vita, ci sostiene. Ma anche, chi mangia Cristo vive per la causa di Cristo, è assorbito nell’opera cristiana.


Un altro fatto è che la messa che celebro, da sempre, anche prima che fossi prefetto di Propaganda Fide, è sempre una messa per il popolo di Dio che vive su tutta la terra.


Penso che occorre ridare forza alle visite all’Eucaristia. Nei secoli scorsi s. Alfonso ha fatto addirittura dei libretti per aiutare questo dialogo fra la persona e Gesù Cristo.


 


Eucaristia è un problema “intraecclesiale”, di fede interne o ha delle ricadute, delle valenze sociali, e culturali nel mondo?


Basta domandarsi: il mondo ha ancora bisogno di Dio, ha bisogno di un segno della sua presenza così chiara come l’Eucaristia? Il mondo ha bisogno di fede?


Io vengo da un paese ex-comunista. E ci si trova di fronte a un cambiamento della fede. Una volta, la vita era forse più facile: di fronte alla Chiesa c’era un materialismo ateo, persecutore. Questo rendeva chiaro il bene e il male; si soffriva di più, ma tutto era più chiaro, più netto. Oggi siamo di fronte ad un materialismo agnostico occidentale, che sembra navigare nella prosperità, ma dentro è infelice e disperato. Esso non si pone nemmeno la domanda su Dio – il mondo ateo comunista almeno si opponeva. Questo agnosticismo ha proprio bisogno dell’Eucaristia, che dà un supplemento d’anima di cui ha bisogno questa società senza vita e senza fede.


L’Eucaristia crea anche un nuovo ambiente sociale: crea e trasforma la vita, dà senso di pienezza, dà un senso all’esistenza e quindi non andrà dietro a suicidi, droghe, paradisi artificiali.


L’Eucaristia può dare moltissimo al mondo.


In questo senso, il carattere mondiale dei congressi manifesta il mondo nuovo, un mondo attorno al suo redentore, un mondo che non fa la guerra, non si combatte e che anzi condivide quello che ha e che è. L’Eucaristia riequilibra l’uomo, che ha bisogno di cambiare.

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