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20 Aprile 2006 CINA – STATI UNITI


Casa Bianca: Hu Jintao interrotto dalla protesta di un membro del Falun Gong


Bush applaude alla Cina, ma chiede aperture del mercato e libertà di pensiero e di culto. Hu disponibile a collaborare per via diplomatica su Iran e Corea del Nord.

Washington (AsiaNews) – Mentre parlava alla Casa Bianca,  davanti a George W. Bush e a centinaia di giornalisti e catene televisive mondiali, il presidente cinese Hu Jintao è stato interrotto dalle alte grida di una signora, che si è saputo dopo essere membro del FalunGong, il gruppo religioso fuorilegge in Cina che da anni subisce una violenta repressione.

Hu era arrivato alla Casa Bianca e aveva cominciato il suo discorso, subito dopo quello del presidente Bush quando da lontano si è sentito gridare di continuo. Una donna sui 60 anni, nella zona riservata ai giornalisti, ha gridato chiedendo la fine della persecuzione contro il Falun Gong e accusando Hu di essere un assassino.


I due presidenti, visibilmente imbarazzati, hanno atteso per qualche minuto, finché la donna non è stata allontanata dal personale di sicurezza americano.


Nel discorso introduttivo George W.Bush aveva elogiato anzitutto la Cina per la funzione equilibratrice che essa ha nei dialoghi a 6 per fermare l’escalation nucleare in Corea del Nord. Bush ha poi elogiato i successi del popolo cinese dal punto di vista economico e la libertà di mercato, ma ha anche augurato ai cinesi di godere in futuro più libertà di associazione e di espressione religiosa.


Un altro punto trattato è quello di Taiwan. Bush ha riaffermato i criteri per la soluzione del problema Taiwan: si riafferma una sola Cina; no ai cambiamenti unilaterali dello status quo; riunificazione solo con metodi pacifici.


Bush ha anche augurato una maggiore collaborazione all’interno del mondo globalizzato, su temi quali terrorismo, sicurezza globale, pandemie.


Il presidente Hu ha ringraziato dell’accoglienza e ha sottolineato varie volte che il “grande popolo americano “ e “un miliardo e 300 milioni di cinesi” devono collaborare in tutti i campi possibili. Hu ha anche promesso maggiori aperture ai prodotti americani e una modifica del tasso di cambio dello yuan. Sulla questione taiwanese è stato fermo nell’affermare che Taiwan è “una provincia della Cina” e che Pechino non accetterà mai una secessione.


Hu si è detto anche pronto alla collaborazione per risolvere i problemi nucleari dell’Iran e della Corea del Nord per via diplomatica.


Fuori della Casa Bianca e in diverse città americane sono in atto manifestazioni a difesa dei diritti umani, organizzati da gruppi di Falun Gong e buddisti tibetani.