(AsiaNews) Laos: un piccolo seme di speranza

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7 Dicembre 2005 LAOS


Laos, dopo 30 anni la prima ordinazione di un sacerdote


Nel 1975 il governo comunista espulse tutti i missionari stranieri. Malgrado le autorità pongano limiti alla cerimonia, sarà festa per una Chiesa che vive una dura realtà. L’ordinando è un Oblato di Maria. Lezioni “intensissime” di teologia: le impartisce un “turista” che arriva per 8 giorni all’anno.

Vientiane (AsiaNews) – Missionari espulsi ormai da 30 anni e con nessuna possibilità di ritorno; un solo seminario e “ben controllato” dal governo; corsi di teologia “intensissimi”, perché clandestini e della durata di soli 8 giorni all’anno. E’ la dura realtà della Chiesa del Laos comunista, che domani, però, sarà in festa: nel giorno dell’Immacolata, riuscirà, dopo 30 anni, ad ordinare un sacerdote. Ordinazione consentita dal governo, ma cerimonia che non potrà essere pubblica. Ad essere ordinato, nella piccola cattedrale del Sacro Cuore di Vientiane, sarà Sophone Vilavongsy, 32 anni, laotiano e missionario Oblato di Maria Immacolata. L’ordinazione di Somphone – racconta con emozione mons. J. Khamsé Vithavong, vicario apostolico di Vientiane, unico e ultimo Oblato laotiano, ordinato il 25 gennaio 1975 – sarà offuscata dalla proibizione del governo di celebrarla in forma pubblica e solenne nel villaggio natale di Somphone e mio, che è anche il primo villaggio  cristiano del Laos. Sto partendo – aggiunge – per cercare di strappare l’autorizzazione, ma sarà difficile. Farò l’ordinazione in forma discreta a Vientiane, nella povera piccola cattedrale. Pregate per noi… É difficile!…”.

Nel Laos dal 1975 non è  possibile  entrare e operare per nessun istituto religioso internazionale con membri stranieri. Ci sono case di formazione delle suore Amanti della Croce (Vietnamite) e delle Suore di carità di S. Giovanna Antida (francesi): sono tutte giovani e laotiane. Esiste un seminario maggiore, approvato  ma ben controllato, con educatori e docenti laotiani, a Paksé.  Un religioso, come turista, si reca in Laos una volta all’anno per 8 giorni e tiene un intensissimo corso di  teologia.


Gli Oblati hanno un particolare legame con il Laos. Più di 100 di loro, soprattutto francesi e italiani, sono stati missionari nel Paese tra il 1935 e il 1975, anno in cui presero il potere i comunisti del Pathet Lao. Una piccola ma viva comunità si era sviluppata e alcuni villaggi erano quasi interamente cattolici. Durante la guerra 7 Oblati furono uccisi e, dopo la vittoria dei comunisti, tutti gli altri espulsi.


Uno è però rimasto: è proprio mons. Khamsé Vithavong. In questi 30 anni ha duramente lavorato in una situazione molto difficile. Oggi lo aiuta un solo anziano sacerdote, padre Khamphan. Per il vescovo, i voti perpetui e il diaconato di Somphone “sono segni di speranza per l’avvenire. Dio non ha dimenticato la povera, piccola e attiva Chiesa del Laos”.


La famiglia di Somphone ha sofferto a causa della guerra. Suo padre, che era anticomunista, fu mandato ai lavori forzati, costretto ad abbandonare il villaggio cattolico per stabilirsi in uno non cristiano, dove poté poi essere raggiunto dalla famiglia, composta anche da sua moglie, sei figli maschi e 2 femmine. Lì vissero per lungo tempo. Per partecipare alla Messa dovevano percorrere 40 km. fino a Vientiane. I bambini si preparavano alla Prima Comunione e alla Cresima durante le vacanze con le suore a Vientiane. Nel 1988, Somphone è andato a vivere vicino al vescovo e lì ha terminato gli studi superiori. Per 6 anni ha aiutato mons. Khamsé in diverse mansioni, prima di scegliere di diventare prete e di partire per l’Australia, per il seminario oblato di St. Mary a Melbourne.


Somphone ha fatto i voti perpetui come Oblato di Maria Immacolata il 26 giugno 2005 nella parrocchia San Giovanni Vianney, Springvale North, in Australia, ed è stato ordinato diacono il 3 luglio a Our Lady’s, Sunshine. Quando ha preso i voti, la comunità laotiana di Sydney e Camberra ha mandato una delegazione. Quella di Melbourne ha dato una mano nell’organizzazione, specie per il cibo. La gioia più grande è stata quella di vedere arrivare dal Laos il vescovo Khamsé.


Il padre Pricha Thamntyom, superiore degli Oblati in Thailandia, è venuto per ricevere i voti perpetui e consegnargli la croce oblata, che era quella di padre Pierre Chevroulet. Tra gli oblati c’è infatti la tradizione di ricevere la croce appartenuta a un altro Padre. Padre Chevroulet era un missionario francese che ha passato molti anni nel Laos, da dove fu espulso nel 1975. Ha lavorato in seguito in Tailandia, dove è deceduto nel settembre dell’anno scorso. P. Thamniyom ha portato questa croce in Australia per consegnarla a Somphone. Così la croce che padre Pierre era stato costretto a portare via con sé dal Laos, Somphone la riporta nel Laos.