(AsiaNews) La bambina che doveva morire ringrazia la sua santa

Chiesa

Dodicenne vive con i lobi del cervello separati: il miracolo della futura santa Maria Eugenia
di Santosh Digal

Risa Bondoc, filippina 12enne, sarebbe dovuta morire a 18 mesi. Invece ora è sana ed è una delle studentesse più brillanti di Manila. Sarà presente alla canonizzazione di Maria Eugenia, che l’ha salvata da morte certa

Manila (AsiaNews) – Domenica 3 giugno, in piazza S. Pietro, il Papa canonizzerà Maria Eugenia di Gesù, fondatrice delle religiose dell’Assunzione. Il miracolo che ha permesso la conclusione del processo canonico è avvenuto nelle Filippine. Insieme a lei saranno canonizzati anche Giorgio Preca, Simone da Lipnica e p. Carlo di s. Andrea.

Nata a Metz nel 1817 da una famiglia agiata e seguace di Voltaire, Anna Eugenia Milleret viene educata lontana dai parametri della Chiesa, in un’atmosfera liberale ed anti-clericale. Rimasta sola a 15 anni, la futura santa si converte a 19 anni grazie all’aiuto di p. Combalot, che sceglie come suo confessore. A 22 anni diventa fondatrice delle Religiose dell’Assunzione la cui missione è di annunciare Gesù Cristo, di farlo conoscere ed amare, e di lavorare all’estensione del Regno di Dio negli individui e nella società.

Muore il 10 marzo 1898 e viene beatificata da Paolo VI nel 1975. Oggi, la congregazione da lei fondata conta oltre 1.300 religiose, di 40 nazionalità, presenti in 35 Paesi. Fra i fedeli presenti domenica prossima in S. Pietro vi sarà anche Risa Bondoc, filippina 12enne, la bambina filippina che ha salvato da morte certa.
Per tutte le leggi della medicina, Risa Bondoc dovrebbe essere cieca, sorda, ritardata mentalmente e fisicamente. Inoltre,sempre secondo i medici, dovrebbe essere morta. Invece è stata miracolata per l’intercessione di Maria Eugenia di Gesù, le cui suore hanno una scuola a Manila.

Quando era ancora nel grembo materno, la famiglia di Risa aveva già preso accordi affinché venisse adottata da una coppia francese. Una volta nata però, le complicate condizioni poste dal governo filippino per le adozioni non permisero alla bimba di essere portata via dal Paese. Così Risa fu affidata ad una coppia di filippini: Ditos e Carmen Bondoc. Carmen era un’alunna del Convento dell’Assunzione. Ditos era un alunno dell’Ateneo di Manila, gestito dai padri gesuiti. La piccola è stata battezzata col nome Maria Carmela Teresa Eugenia, che comprende il nome della sua protettrice.

Quasi subito dopo l’affidamento i nuovi genitori si accorgono che qualcosa non va: quando Risa viene portata per strada, non si volta da nessuna parte. Allo stesso modo, seduta nel seggiolone, non si muove. I suoi occhi sembrano non riuscire a mettere a fuoco i soggetti. Così viene portata da un pediatra che, esaminandola, impallidisce. Nel modo più delicato possibile, il medico comunica a Carmen e Ditos che la figlia non avrebbe mai potuto camminare o parlare, vedere o sentire. L’aspettativa di vita non superava un anno e mezzo, perché i due lobi del cervello non erano uniti. La diagnosi viene confermata da ogni medico filippino consultato.

Carmen e Ditos portano Risa negli Stati Uniti e la fanno visitare da luminari di Houston e Boston, ma le risposte sono sempre le stesse. I due filippini non si arrendono e portano la bimba a Parigi, dove decidono di affidarsi alla fede. Carmen incontra la superiora delle religiose dell’Assunzione ed il suo intero Consiglio: posano la bambina sulla tomba di Madre Eugenia e pregano il più possibile affinché lei interceda presso la Vergine Maria, Nostro Signore e lo Spirito Santo. Da allora una lampada rimane sempre accesa su quella tomba.

Oggi Risa è una delle più brillanti studentesse del Collegio dell’Assunzione di San Lorenzo, a Manila. E’ molto affettuosa. Vuole bene a tutti e tutti ne vogliono a lei. I lobi del suo cervello sono ancora separati. I dottori rimangono stupiti. I genitori hanno deciso di portarla in pellegrinaggio a Roma, per la canonizzazione di Maria Eugenia e per rendere grazie a Dio.