(AsiaNews) In Libano i cristiani pagano ancora con la vita

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26 Settembre 2005 LIBANO


Giornalista cristiana vittima di un’autobomba a Jounieh


di Youssef Hourany


May Chidiac è uscita dalla sala operatoria con due arti amputati. Prima dell’attentato la donna aveva intervistato un collega, che aveva criticato duramente la Siria.

Beirut (AsiaNews) – Dopo oltre 13 ore di intervento all’ospedale universitario Hotel Dieu, a Beirut, la giornalista cristiana May Chidiac, è uscita dalla sala operatoria, con il piede e la mano sinistra amputate e ancora in condizioni critiche. La donna, nota giornalista televisiva libanese, conosciuta anche per la sua posizione critica verso la Siria, è stata vittima dell’ennesima autobomba nel paese. L’esplosione è avvenuta ieri alle 17.45 a Jounieh, 15 km a nord di Beirut. La Chidiac si stava recando alla messa domenicale, che frequenta abitualmente nella chiesa vicina a Bkerke – la sede del patriarca maronita. Secondo fonti della Lbci – la prima Tv libanese e dove lavora la giornalista – i circa 400 gr. di esplosivo erano inseriti sotto il sedile dell’auto; l’ordigno sarebbe esploso elettronicamente confermando che la donna era sotto-controllo. Quello di ieri è il secondo attentato contro i giornalisti nel paese; nel primo, avvenuto lo scorso 2 giugno, rimase ucciso l’anti-siriano Samir Kasir.

La Chidiac era stata al lavoro fino alle 14.00, prima riuscire per andare a messa. Nella mattinata aveva intervistato un altro giornalista, Sarkis Nahum; nel suo intervento l’uomo ha fortemente criticato la Siria.


May Chidiac, 56 anni, cristiana maronita, è anche professoressa alla Notre Dame University; premiata diverse volte per il suo lavoro giornalistico è, ad oggi, responsabile del “Circuito dei giornalisti liberi”.


Dura condanna dell’attentato di ieri è arrivata dal presidente libanese, Emile Lahoud. Dopo essersi recato in ospedale, il presidente ha definito l’episodio “un crimine contro la pace tanto desiderata nel paese”; egli ha poi sottolineato la volontà del governo di combattere il terrorismo in tutte le sue forme.


Il patriarca maronita, card. Nassrallah Sfeir, ha invitato le autorità ad assumersi la loro responsabilità e assicurare la protezione necessaria a tutti i cittadini. Sfeir ha inoltre richiamato l’attenzione della comunità internazionale sul suo dovere nei riguardi del Libano.


Ieri sera, in un comunicato stampa, del portavoce di Kofi Annan si leggeva: ”Il segretario generale delle Nazioni Unite ritiene che la comunità internazionale non dovrebbe tollerare attacchi terroristici come questo”. Secondo Annan, atti ”nefasti” come quello perpetrato contro la giornalista May Chidiac ”costituiscono un attacco non solo contro i cittadini libanesi ma anche contro i principi fondamentali di una società democratica e aperta, in primo luogo il principio della libertà di stampa”. Il segretario generale ha sollecitato il governo libanese ad assicurare alla giustizia i responsabili dell’attentato e di ”porre fine all’impunità” goduta dagli assassini avvenuti dopo l’omicidio dell’ex premier Rafik al-Hariri a febbraio scorso.