(AsiaNews) Il paese di Ghandi preda degli estremisti indù

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AsiaNews 23/02/2010 10:16 – INDIA

Immagine blasfema di Gesù: torna la calma, il Punjab rifonde i danni ai cristiani


di Nirmala Carvalho


L’Amministrazione statale e distrettuale contribuiranno alla ricostruzione delle chiese e delle attività commerciali. Organizzato un vertice interconfessionale per placare gli animi dopo gli scontri dei giorni scorsi. Vescovo cattolico: condanniamo le violenze, ma i giovani hanno reagito a un “piano politico” che ha ferito la nostra fede.

Jalandhar (AsiaNews) – L’Amministrazione del distretto di Batala ha programmato i lavori di riparazione delle due chiese protestanti e delle attività commerciali, danneggiate durante gli scontri del 20 febbraio scorso fra fondamentalisti indù e cristiani. A scatenare la nuova ondata di violenze, un’immagine di Gesù ritratto mentre beve birra, fuma sigarette e definito “idolo”, pubblicata su alcuni libri scolastici e appesa in diverse aree del distretto. L’importo necessario per la sistemazione verrà coperto dalle autorità statali e distrettuali.
 
P. K Thomas, dell’Ordine de frati minori, direttore del Francis Ashram a Batala, nel Punjab, India del nord-ovest, spiega ad AsiaNews i dettagli dell’incontro, tenuto ieri, fra i leader cristiani e i funzionari dell’Amministrazione statale del Punjab e distrettuale di Batala. Lo Stato, conferma il religioso, ha acconsentito a pagare dei compensi per i danni frutto delle violenze interconfessionali dei giorni scorsi. Verso le 4 del pomeriggio, aggiunge, “lo Stato ha chiesto un incontro chiarificatore fra le varie denominazioni cristiane e i gruppi indù, per riportare la pace e la riconciliazione”.
 
Il frate francescano, che è anche presidente della All Pastors Association di Batala, precisa i motivi che hanno portato allo scontro fra cristiani e fondamentalisti indù. “Il 20 febbraio tutte le denominazioni cristiane – sottolinea – avevano indetto una marcia di protesta, in risposta alla degradante immagine di Gesù. La dimostrazione è degenerata quando un gruppo di giovani cristiani ha invocato la chiusura dei negozi nell’area. Essi hanno anche bruciato una moto per sfogare la loro frustrazione”.
 
Per tutta risposta, gruppi fondamentalisti indù fra i quali il Viswa Hindu Parishad (Vhp) e l’Hindū ParisadRashtriya Swayamsevak Sangh (Rss) hanno mobilitato i loro quadri, aizzando la folla e spingendola a vendicarsi. Essi hanno incendiato la Chiesa dell’Epifania, una ex chiesa anglicana e ora appartenente alle chiese di North India (Cni). I fondamentalisti hanno dato fuoco a mobili, suppellettili e hanno carbonizzato le mura esterne. Dopo aver distrutto l’edificio, essi hanno colpito il reverendo Maurice, 48 anni e il figlio 15enne Dennis, che abitavano nel presbiterio. Entrambi si trovano in ospedale per cure mediche.
 
In un secondo momento gli estremisti hanno danneggiato la Chiesa dell’Esercito della salvezza (Mukti Fauj), rompendo sedie e dissacrando il santuario. La polizia ha arrestato quattro giovani cristiani e quattro leader indù, con l’accusa di aver fomentato disordini. Dalla sera del 19 le forze di sicurezza hanno inoltre imposto un coprifuoco – in parte rimosso – e hanno proibito la celebrazione di messe o riti della domenica ai cristiani. Fonti interne all’inchiesta confermano che la magistratura ha aperto un fascicolo sugli incidenti; i giovani protagonisti delle rivolte, tuttavia, sono stati rilasciati.
 
All’indomani degli attacchi, mons. Anil Coutto vescovo di Jalandhar ha condannato le violenze compiute dai giovani cristiani, sottolineando però di comprendere il loro stato d’animo, ferito dall’immagine di Cristo oltraggiosa. “Troppo spesso – afferma il prelato – i cristiani sono stati ritratti nei film commerciali come persone dissolute e, nonostante tutto, hanno mantenuto la calma. Tuttavia, quando alcune persone per un preciso scopo politico colpiscono un qualcosa di così prezioso, che coinvolge nel profondo la nostra fede, i giovani hanno reagito”. Egli aggiunge infine di essere “angosciato” per la rappresentazione di Cristo, ma rinnova “l’appello per la pace e il perdono”.
 
All’origine delle violenze vi è la diffusione, prima su un libro per scuole elementari e poi su altri media, di un ritratto di Gesù raffigurato con una bottiglia di birra in una mano e una sigaretta nell’altra. Edito dalla Skyline Publications a New Delhi e adottato nelle scuole indiane, esso qualificava Cristo come un “idolo”. Ad accorgersi dell’immagine blasfema un gruppo di suore cattoliche di Shillong, nello Stato di Meghalaya, che hanno subito chiesto alle autorità competenti il ritiro del testo dalle scuole. Una richiesta subito accolta dal governo dello Stato, ma non dai fondamentalisti, i quali hanno affisso diverse copie dell’immagine nelle strade del distretto.