(AsiaNews) Cina: dare la vita per amore di Gesù

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Cina-Vaticano.


Mons. Gao Kexian, Vescovo martire, ucciso da 5 anni di prigionia

di padre Bernardo Cervellera

Il martirio di un vero apostolo di Gesù. Il Vescovo
cinese, Giovanni Gao Kexian, deceduto in prigione
alla fine di agosto, sostenga ora la nostra fede
duramente minacciata dall’apostasia tranquilla e
silenziosa…

Ieri la Sala Stampa vaticana ha annunciato la morte
di mons. Gao Kexian, vescovo di Yantai, avvenuta alla
fine di agosto. Mons. Gao era in prigione
dall’ottobre ’99.

Roma (AsiaNews) – Mons Giovanni Gao Kexian , un uomo
timido e riservato di 76 anni, è morto in una prigione
sconosciuta nel nord della Cina.
I suoi familiari si sono visti riconsegnare il cadavere
alla fine di agosto, senza alcuna spiegazione.
Egli è un altro martire da aggiungere alla schiera di
chi ha dato la vita per Cristo in Cina.

Di questo oscuro testimone, che ha vissuto in
clandestinità la maggior parte dei suoi anni, non si
conosce molto: solo ora, alla sua morte, è stato
ufficialmente rivelato dal Vaticano che egli era stato
consacrato vescovo.

Quando è stato arrestato nel ’99, le cronache del tempo
lo definivano un laico, o al massimo un sacerdote, per
evitare che contro di lui si abbattesse la persecuzione
legalizzata della pubblica sicurezza.
Solo 3 anni fa si è cominciato a dire che era il vescovo
di una diocesi dello Shandong.

Il presidente americano George W. Bush, nel suo viaggio
a Pechino nel 2002, ha chiesto a Jiang Zemin la sua
liberazione.
E invece mons. Gao è morto in prigione, come uno dei
suoi colleghi vescovi, mons. Giuseppe Fan Xueyan,
sequestrato e morto sotto tortura il 13 aprile 1992.

Mons. Gao è cresciuto nella fede cattolica proprio
fra i cristiani della comunità sotterranea dell’Hebei,
dove vive la più grande concentrazione di cattolici
in Cina.
Si calcola vi siano almeno 1,5 milioni di fedeli, in
maggioranza clandestini, colpevoli agli occhi del
governo di voler praticare la libertà religiosa –
garantita in teoria dalla costituzione cinese – senza
il controllo puntuale e tedioso delle guardie e
dell’Associazione patriottica.

Ha vissuto per decenni come prete clandestino; per
sfuggire agli arresti, cambiava residenza spesso.
Per diverso tempo è stato insegnante in uno dei
seminari sotterranei dell’Hebei: delle case di
campagna, dove studenti e professori devono nascondersi
dagli occhi indiscreti della gente e della polizia.
E dove i poveri seminaristi e sacerdoti devono vivere
della carità di fedeli poveri almeno quanto loro.

Gao Kexian è stato ordinato vescovo nel 1993.
Per un po’ di tempo ha lavorato nell’Hebei, e da qui
è stato insediato nella confinante diocesi di Yantai,
nel nord dello Shandong.
È una zona molto povera, dove i contadini sono
costretti ad emigrare nelle città della costa per
trovare lavoro.
In questa zona, con pochissimi preti, mons. Gao ha
evangelizzato fino all’ottobre ’99.

Il suo arresto aveva un solo motivo: il rifiuto di
iscriversi all’Associazione patriottica, per formare
una chiesa nazionale, separata da Roma.

La diocesi di Yantai, dal 1894 al 1949 è stata affidata
ai francescani.
Nel ’49 contava circa 12 mila fedeli.
Oggi ve ne sono più di 30 mila.
Attualmente nello Shandong vi sono 3 diocesi senza
vescovo: Yantai, Weihai, Heze.

(C) AsiaNews 12 Settembre 2004