(AsiaNews) Altri cristiani condannati in Cina

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31 Luglio 2006 CINA


Sichuan, due anni di lager per quattro leader protestanti


La polizia di Langzhong ha condannato al laogai (“rieducazione tramite il lavoro”) i quattro, “colpevoli” di aver chiesto alle autorità la liberazione di 14 loro fedeli arrestati in un raid contro una chiesa domestica.

Langzhong (AsiaNews) – Il governo del Sichuan ha condannato a due anni di “rieducazione tramite il lavoro” quatto leader protestanti non ufficiali che avevano chiesto alle autorità il rilascio di 14 loro fedeli arrestati senza motivo. Lo denuncia la China Aid Association (Caa), un’organizzazione non governativa con base negli Stati Uniti che opera per la libertà religiosa in Cina.


La sentenza è stata emessa il 27 luglio, un mese dopo il loro arresto, avvenuto a Langzhong, nella parte sud-occidentale della provincia. I quattro – Li Ming, Wang Yuan, Li Mingbo e Jin Jirong – sono pastori dell’Alleanza delle chiese domestiche cinesi, un gruppo che riunisce le chiese non ufficiali di tutta la Cina.


L’arresto non è stato motivato: i leader sono stati fermati mentre chiedevano alle autorità il rilascio di 14 cristiani arrestati nel corso di un raid in una chiesa domestica. Un ufficiale di polizia di Langzhong ha rifiutato di commentare l’accaduto, ha detto di non essere autorizzato a confermare la pena e non ha fornito il suo nome.


Il sistema giuridico cinese  permette alla polizia di punire senza processo i “criminali minori” con una pena che varia da uno a tre anni di lavori forzati nei laogai. Il sistema è usato spesso per cercare di minare il morale e la resistenza di leader religiosi, politici o dissidenti.


Pechino permette la pratica del  protestantesimo solo all’interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), nato nel 1950 dopo la presa di potere di Mao e l’espulsione dei missionari stranieri e dei leader delle Chiese. Le statistiche ufficiali dicono che in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel MTA.


I protestanti non ufficiali, che si radunano nelle “chiese domestiche” non registrate, sono stimati ad oltre 50 milioni. Durante lo scorso anno, il governo ha arrestato 1958 pastori e fedeli non ufficiali.


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