Alle radici del degrado italiano: il divorzio

Matrimonio e Famiglia

1) Cause remote della legislazione divorzista: Lettera del 1947
2) ISTAT: DIVORZI AUMENTATI DEL 74% IN DIECI ANNI

1) Da Benevento, il 25 aprile, il presidente diocesano dell\’Azione Cattolica Dott. Meomartini scriveva alla presidenza generale:

"La presente Vi esprime il vivissimo rammarico e disappunto degli ambienti ecclesiastici e cattolici in genere della nostra diocesi per la mancata garanzia costituzionale della indissolubilità del matrimonio.
La notizia, diffusasi ieri mattina con eccezionale rapidità in ogni ambiente, ha prodotto in ogni categoria della popolazione un\’enorme sensazione, in quanto la coscienza popolare vi ha visto, a ragione o a torto, la certezza dell\’introduzione del divorzio e già gli animi incominciano a dividersi di fronte a tale prospettiva.
Quasi ancor più della sconfitta del punto di vista cattolico sulla famiglia, si è rilevato da tutti, più che il prevedibile accanimento degli avversari, l\’assenteismo di tali deputati specie della Democrazia Cristiana, che ha permesso il verificarsi della deprecata votazione.
Troppo debole appare, pertanto, la reazione della stampa cattolica ed in particolare dell\’on. Andreotti, che in evidente imbarazzo riecheggia ancora una volta nella finale del suo articolo "Votano i morti" le preoccupazioni di un tripartitismo ad ogni costo.
Ci rincresce notare tra i nome dei deputati assenti anche quelli di noti esponenti passati o presenti dell\’A.C. oltreché di due Ministri democristiani.
"

(Tratto da: Mario Casella, Cattolici e Costituente, Ed. Scientifiche Italiane, Perugia 1987, pp. 326-327) 2) ISTAT: DIVORZI AUMENTATI DEL 74% IN DIECI ANNI

Sono fortemente aumentati i divorzi in Italia nell\’ultimo decennio. Secondo i dati Istat diffusi oggi, infatti, nel 2005 i divorzi sono stati 47.036 con un aumento del 74% rispetto al 1995. Le separazioni, sempre nel 2005, sono state 82.291 con un incremento del 57,3% sempre rispetto a dieci anni prima.
Nel 2005 i divorzi hanno continuato a crescere anche sull\’anno precedente ed hanno registrato un incremento del 4,3% rispetto al 2004. Sempre nel 2005 sono invece risultate in flessione le separazioni che hanno registrato un -1,1% rispetto al 2004.

In sostanza, se nel 1995, ogni 1.000 matrimoni si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi, dieci anni dopo le separazioni sono arrivate a 272 e i divorzi a 151, sempre considerando 1.000 matrimoni.

La tendenza a ricorrere al divorzio non e\’ uniforme, ci fa poi sapere l\’Istat, e si divorzia piu\’ al nord che al sud. Nel Nord, sempre nel 2005, si rilevano infatti 6,2 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel Sud.
La Liguria e\’ poi la regione dove ci si separa di piu\’ (8 separazioni e 5,8 divorzi ogni 1.000 coppie coiniugate), seguita dalla Valle d\’Aosta (7,6 separazioni e 5,6 divorzi ogni 1.000) e dal Lazio (7,9 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000).
In fondo alla scala ci sono la Basilicata (3 separazioni e 1,2 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate), la Calabria (3 separazioni e 1,4 divorzi) e la Puglia (3,8 separazioni e 1,6 divorzi).

Nel 2005 si sono chiuse consensualmente l\’85,5% delle separazioni e il 77,6% dei divorzi.
Circa l\’82% delle separazioni giudiziali e\’ concesso per intollerabilita\’ della convivenza, il 14,6% con addebito al marito e il 3,5% con addebito alla moglie.
Ricorrono al rito consensuale piu\’ le coppie che vivono al nord che quelle che risiedono al sud: le prime nell\’89% delle separazioni e nell\’80,8% dei divorzi; le seconde rispettivamente nel 76,7% e 64,1% delle cause.
Occorre comunque tener conto – avverte l\’Istat – che la procedura consensuale e\’ condizionata anche dalla diversita\’ di durata della causa e dei costi. E la \’consensuale\’ dura in media 150 giorni contro gli 886 del rito contenzioso per la separazione e gli 634 per il divorzio.

A chiedere la separazione sono piu\’ le donne, mentre sono piu\’ uomini separati a chiedere il divorzio. Nel 2005, il 71,7% delle richieste di separazione e\’ stato presentato dalla moglie mentre il 56,3% delle istanze di divorzio e\’ stato presentato dal marito.
Quanto all\’eta\’, nel 2005 all\’atto della separazione i mariti avevano mediamente 43 anni e le mogli 40.
Ci si sposa piu\’ tardi e cala quindi la quota di coniugi che si separano prima dei 30 anni (gli uomini passando dal 7,3% del 2000 al 4,7% del 2005 e le donne dal 16,8% all\’11,5%.

(AGI) – Roma, 26 giu.
(C) http://www.agi.it/cronaca/notizie/200706261157-cro-rt11055-art.html