ABC per capire l’omosessualità

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Obiettivo Chaire, ABC per capire l’omosessualità, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2005, 1 ed., 64 pagine, Euro 2,00, ISBN 88-215-5454-6

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Alcune idee chiare sull’omosessualità
La grande mobilitazione popolare che in Spagna ha reagito al provvedimento di legalizzazione del matrimonio omosessuale (anche con possibilità di adozione) ha riportato l’attenzione su un argomento di crescente attualità in Europa e nel mondo, e al quale fra qualche giorno i mass media dedicheranno ulteriore spazio, perché il 28 giugno è la giornata dell’«orgoglio gay». 
Ebbene, in merito all’omosessualità occorre avere idee chiare, senza connivenze e senza demonizzazioni, per le implicazioni psicologiche, affettive e anche pastorali che il problema comporta. La Chiesa, distinguendo la tendenza omosessuale dagli atti e dal comportamento omosessuale, indica la via del rispetto e dell’accoglienza di ogni persona dato che, prima di essere eterosessuale od omosessuale ogni uomo e ogni donna è creatura e, per grazia, figlio di Dio ed erede della vita eterna.
Giunge oltremodo opportuno un sintetico ed efficace opuscolo di sole 64 pagine, elaborato da un’équipe multidisciplinare che si fa chiamare "Obiettivo Chaire", ed è messo in vendita dalla San Paolo a soli 2 euro.
L’opuscolo tratta l’argomento seguendo la guida della Scrittura e del Magistero, avvalendosi di un’ampia bibliografia e fornendo utilissimi dati di esperienza. Si rivolge a genitori, formatori, sacerdoti, consultori familiari, ma soprattutto a quanti si interrogano di fronte agli enigmi della pulsione o del comportamento omosessuale, in sé o in persone vicine.
Con parole chiare viene spiegato che cos’è l’identità sessuale, viene riassunta la storia dell’omosessualità dall’antichità classica ai giorni nostri, si dà la parola alla scienza, si documenta l’atteggiamento della Chiesa.
Il punto di vista psicologico privilegiato è quello che fa capo allo psichiatra austriaco Alfred Adler (1870-1937) e agli studi di Irving Bieber, sviluppati soprattutto da Gerard van den Aardweg e Joseph Nicolosi che hanno messo a punto la cosiddetta "terapia riparativa".
All’origine dell’omosessualità maschile Bieber ha identificato la "classica triade relazionale": madre emotivamente dominante; padre tranquillo, estraneo, assente oppure ostile; bambino dal temperamento timido, introverso, sensibile e artistico. La terapia riparativa intende rimediare una carenza dell’identità maschile, curando le ferite originarie attraverso l’analisi delle cause della sofferenza, il superamento del senso di inadeguatezza nei confronti delle persone del proprio sesso e la costruzione di legami virili non erotizzati.
Gli attivisti gay attuano una sorta di terrorismo psicologico nei confronti della terapia riparativa, alla quale oppongono la "terapia affermativa", col risultato che numerose persone con tendenze omosessuali indesiderate peregrinano da un terapeuta all’altro, continuando a sentirsi dire: "Deve accettare la sua omosessualità… intraprenda uno stile di vita gay e poi si sentirà meglio", magari incolpando "la società omofobica". Ma, come dice Van den Aardweg, "la speciosa esortazione "accetta te stesso" diventa talora un invito ad arrendersi all’immaturità da una parte, e alla repressione della parte migliore di sé dall’altra".
Per saperne di più basta affidarsi alla bibliografia segnalata dall’opuscolo o contattare il sito http://www.obiettivo-chaire.it/ . L’indirizzo di posta elettronica dell’équipe è info@obiettivo-chaire.it .

di Cesare Cavalleri
(C) Avvenire 22.6.2005