30 gennaio – IV domenica del tempo ordinario

Tracce per omelie

Quarta domenica del Tempo Ordinario

LETTURE
Sof 2,3;3,12-13
Salmo 146
1 Cor 1,26-31
Mt 5,1-12

TEMA DELLE LETTURE
Il tema predominante delle letture di oggi è la povertà religiosa. Il profeta Sofonia predice il giorno terribile del Signore e consiglia al povero e all´umile di cercare Dio. Questo vuol dire essere povero ed umile. Ciò diminuisce l´ira del Signore. Nel giorno del Signore il povero e l´umile sopravvivranno e saranno al riparo. I bugiardi e gli ingannatori, invece, non sopravvivranno. Anche il salmo 146 consiglia di confidare nel Signore, perché sarà Lui ad assistere i poveri, gli oppressi e i prigionieri. Egli giudicherà coloro che fanno il male. Paolo parla di povertà e umiltà cristiana, ma da una prospettiva differente. Dio non ha scelto i cristiani perché erano potenti o bene informati, ma proprio perché non lo erano, così che il potere di Dio potesse essere visto più facilmente. Il nostro unico vanto è in Dio. Matteo presenta Cristo che insegna le disposizioni fondamentali della vita cristiana. Sono il povero e il mite, che su questa terra cercano Dio e la sua giustizia e che ne soffrono volentieri le conseguenze, coloro che troveranno il suo favore.

MESSAGGIO DOTTRINALE

Povertà, umiltà, mitezza. In un modo o nell´altro le letture sottolineano la necessità e la realtà della nostra modestia di fronte a Dio. Paolo ne parla come di un fatto che dobbiamo ricordare. Sofonia descrive il povero come colui che cerca Dio e che tenta di vivere secondo la sua giustizia. Gesù, nel vangelo di Matteo, descrive il povero ed il mite come la persona veramente fortunata e benedetta. Siamo, forse, abituati ad un´interpretazione caricaturale della mitezza e dell´umiltà. Le Sacre Scritture parlano del imprescindibile riconoscimento di Dio e della sua sapienza. Quel che ne consegue non è la rassegnazione alla sventura, ma il desiderio attivo di vivere secondo Dio e la sua sapienza, così come la forza di carattere per vivere nel concreto le conseguenze pratiche in un mondo ben lungi dall´essere perfetto. Non è debolezza o paura; non comporta fallimento o frustrazione. Ha un prezzo.

Riferimenti nel catechismo: i paragrafi 2541-2550 trattano dei desideri dello Spirito, della povertà del cuore e del desiderio di vedere Dio; il paragrafo 2559 parla dell´umiltà necessaria nella preghiera; il paragrafo 1808 si riferisce alla virtù umana del coraggio morale.

Il giorno del Giudizio. Sofonia inizia la sua profezia con la drammatica dichiarazione del Signore: "Tutto farò sparire dalla terra" (v.1). C´è un netto contrasto tra le sorti dei cristiani qui e ora, e nel giorno del Giudizio. Adesso, le prospettive terrene dei cristiani non sono assicurate. Nel giorno di Sofonia, come, forse, accade oggi, i potenti sembrano prosperare mentre i poveri soffrono. Il salmo suggerisce anche che le cose qui ed ora non vanno bene per coloro che venerano Dio. Pare che le Beatitudini comportino un prezzo salato per coloro che vogliono spendersi per il Regno. Dice Sofonia che tutti ciò sarà rovesciato nel giorno di Giudizio, " Giorno d´ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione" (v.15). Il profeta ci ricorda della differenza tra questo tempo di alterne fortune, che dipendono dalle decisioni arbitrarie umane, e le decisioni definitive di Dio.

Riferimenti nel catechismo: i paragrafi 668-679 trattano della seconda venuta di Cristo, che verrà a giudicare i vivi e i morti; i paragrafi 1038-1041 trattano del giudizio finale.

La giustizia di Dio in questo mondo. Mentre le Beatitudini lodano gli atteggiamenti fondamentali del cristiano, e Sofonia avverte del giorno venturo del giudizio finale, si dice poco della giustizia di Dio che opera in questi tempi. Si parla di future ricompense e di premio finale, ma poco si dice dell´impatto sulla vita attuale del fedele. Eppure, siamo chiamati ad aver fame e sete della giustizia di Dio, qui ed ora. Il nostro mandato è quello di predicare a tutte le nazioni, qui ed ora. Occorre un contributo efficace per il giorno del Giudizio. Questo assume un senso di fede; non è facile, a volte, vedere l´efficacia della missione cristiana di fronte alle persecuzioni e a forze tanto potenti.

Riferimenti nel catechismo: i paragrafi 302-314 trattano della Provvidenza di Dio e delle cause secondarie; i paragrafi 668-677 parlano di questi tempi presenti prima della seconda venuta di Cristo.

APPLICAZIONI PASTORALI

Alcuni si sono abituati ad una certa interpretazione caricaturale del Cristianesimo. Parlando della mitezza, della povertà e dell´umiltà si può pensare ai cristiani come a dei deboli di pensiero, rassegnati a perdere, senza nulla da dire. Non è questo il Cristianesimo. I cristiani hanno una proposta per la vita e per la società e sono caratterizzati dal loro impegno totale e dalla tenacia nel portare a termine quel che propongono. La loro vita di povertà dà loro un senso pratico e profondo dell´essenziale e del valore del tempo. La loro mitezza dà loro l´abilità di ascoltare gli altri e Dio, e di decidere con consapevolezza. La loro umiltà li rende leader capaci perché, essendo sicuro di sé e del proprio valore agli occhi di Dio, sono capaci di riconoscere e di tirar fuori le qualità degli altri. Un cristiano è una persona integra, che non è influenzata o entusiasmata dai soldi o dal potere. Un cristiano ha una visione chiara di come dovrebbero essere le cose ed è il primo ad impegnarsi per far in modo che sia così. Ha il coraggio di opporsi alle menzogne e alle persecuzioni. Questo è il carattere cristiano delle Beatitudini.

Il giorno del Giudizio. È difficle per noi immaginare la realtà del giorno del Giudizio come lo ritrae Sofonia. Forse perché ci siamo abituati alla libertà delle nostre scelte. La nostra cultura tecnica ci offre delle opzioni; possiamo costruire la nostra personale realtà "virtuale". È arduo per noi renderci conto che, al di là della nostra libertà, c´è una sapienza che si sta cristallizzando e che diverrà evidente alla fine dei tempi.

Eppure, il venturo giorno del giudizio non dovrebbe colmarci di un senso d´inutilità di tutto ciò che sia fatto qui ed ora o, ancor meno, portarci ad assumere un atteggiamento di rassegnazione di fronte alle difficoltà del momento presente. In un modo al momento ancora poco chiaro, le nostre azioni come cristiani sono intimamente connesse a questo giorno del giudizio, alla manifestazione esterna del Regno ora interiore. "Dio ha liberamente disposto di associare l´uomo all´opera della sua grazia" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.2008).