Il cardinale perseguitato dal social-comunismo sarà beato

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Il primate Stefan Wyszynski, il campione della lotta al socialismo sovietico
e guida di papa Wojtyla,

Padre Zbigniew Suchecki, racconta la storia eroica ed il miracolo del cardinal Stefan Wyszynski

Dopo Giovanni Paolo II, anche il cardinale Stefan Wyszynski, che fu primate della chiesa polacca nel periodo del regime comunista, cioè dal  1948 al 1981, sarà elevato alla gloria degli altari. La sua causa di beatificazione, iniziata  da Papa Wojtyla nel maggio del 1989, ha già superato  la fase diocesana  ed è in corso quella definitiva presso la Congregazione dei Santi a Roma.

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Nuovi idoli: climatismo, ambientalismo, ecologismi

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L’ideologia climatista: il relativismo è la linfa dell’ambientalismo trasformato in religione millenarista

Quando è nato il mostro?
Da quando esattamente l’ambientalismo ha abbandonato il suo core business – il miglioramento della qualità della vita umana attraverso la salvaguardia dell’habitat naturale – per trasformarsi in una religione millenarista della dea Gaia?
Da quando la lotta all’inquinamento si è trasfigurata in una “crociata dei bambini” “condita da toni apocalittici, in un culto settario che minaccia catastrofi e fine del mondo imminente, predicando al genere umano penitenza per la sua impurità, mortificazione, decrescita economica, povertà?

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Mons. Aquila (Denver): lo scisma tedesco avanza?

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Tra lettere dal Vaticano e incontri tra il cardinale Marx e papa Francesco, il cosiddetto “cammino sinodale” tedesco prosegue.
Il 25 settembre, nell’assemblea plenaria tenutasi a Fulda, sono stati approvati degli statuti (51 “sì”, 12 “no” e un astenuto) che, a parte qualche cambiamento di poco conto, come riferisce la Cna, confermano l’orientamento maggioritario dei vescovi tedeschi di trattare la revisione dell’insegnamento sulla morale sessuale, il ruolo delle donne, l’ordinazione sacerdotale, ecc.

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Mons. Mutsaerts (NL): noi Vescovi stiamo parlando come i politici

1 CommentoNotizie

Sarebbe un peccato che qualcuno lo chiamasse dissidente perché in fondo quello che dice è condiviso da tanti silenziosi cattolici.
Secondo il vescovo Robert Mutsaerts (foto accanto), ausiliare di Hertogenbosch in Olanda, la Chiesa durante questo Sinodo per l’Amazzonia si sta impegnando in qualcosa di diverso dalla sua missione di guidare le persone a Cristo e di ottenere salvezza e perdono per i peccati.

Riti tribali a parte, è entrando nel concreto dei lavori dell’assise vaticana che si scoprono dei veri e propri cambi di paradigma in corso.
Mutsaerts li ha raccolti nel suo “diario” digitale e il portale web Lifesitenews li ha tradotti.
Ne è uscito un florilegio di riflessioni che – se messe in fila una dietro l’altra fanno davvero impensierire.

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Mons. Crepaldi Vescovo di Trieste. Genitori state attenti!

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Molte recenti vicende di cronaca minorile ci hanno colpito in profondità perché hanno rivelato casi di inganno e violenza sistematica contro i nostri figli e un odio sistematico contro la famiglia.
Il Forteto, Bibbiano, le ingenti risorse all’educazione gender da parte del Comune di Milano, riduzione Lgbt tramite Paperino… hanno fatto emergere il problema della sicurezza dei nostri bambini, ragazzi e giovani agli educatori, agli operatori dei servizi sociali, ai giudici per i minori,  agli “esperti”, agli animatori… alle “istituzioni”.

Un tempo l’esistenza di una diffusa etica pubblica garantiva i genitori.
Nella società c’era una comune valutazione dell’importanza del capitale sociale da formare ad alcuni valori ritenuti fondamentali.

L’onestà nel comportamento, il rispetto tra i sessi, la centralità dei genitori nell’educazione, l’aiuto delle istituzioni verso la famiglia naturale, una condivisa religiosità che abituava alla coscienza del bene e del male e del rapporto di alcuni nostri comportamenti con l’Assoluto, permettevano ai genitori una certa tranquillità quando mandavano il figlio in gita, in “colonia” al mare, al campo-scuola, perfino quando lo mandavano in strada o in piazza a giocare a pallone, o dal bottegaio a fare la spesa.
Non parliamo poi di quando lo mandavamo a scuola.
I servizi sociali allora erano marginali.

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Mons. Sanguineti (PV). Vita umana ed eutanasia: reimparare a essere “divisivi”.

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Dopo la sentenza della Corte costituzionale: quali vie percorrere?

di + Corrado Sanguineti
Vescovo di Pavia

La scorsa settimana, esattamente mercoledì 25 settembre, è stata resa nota la sentenza della Corte Costituzionale sulla depenalizzazione del suicidio medicalmente assistito, in caso di «patologia irreversibile» e segnata da sofferenze «fisiche o psicologiche» ritenute «intollerabili», richiesto tramite il Servizio Sanitario Nazionale da una persona «pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli».

Si tratta di un fatto grave, che apre grandi interrogativi, perché, anche se la sentenza pone alcuni “paletti”, si crea un “vulnus” nell’ordinamento legislativo, autorizzando, a determinate condizioni, la pratica del “suicidio assistito”.

Rischiamo così di metterci su un piano inclinato che conduce a certe prassi che purtroppo caratterizzano alcuni Paesi europei, dove si giustifica il ricorso all’eutanasia e al suicidio assistito anche per ragioni e condizioni che facilmente possono determinarsi nell’esistenza di una persona (es. depressione, anoressia).

C’è una mentalità crescente che invoca un preteso “diritto alla morte”, come libera autodeterminazione della persona, o ragioni di pietà e di dignità che giustificherebbero la cessazione delle cure.
Come dimostra ciò che sta accadendo in Olanda e in Belgio, si tende così a considerare chi è in condizioni di grave fragilità un soggetto che alla fine diventa un peso per la società e per chi lo deve curare, accentuando un drammatico senso d’inutilità nel cuore del malato che trova un motivo in più per “togliere il disturbo”.

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Card. Urosa sul Sinodo Amazzonico: un dialogo senza conversione?

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Riporto il testo delle osservazioni fatte dal cardinale Jorge Urosa Savino, arcivescovo emerito di Caracas, Venezuela, sull’Instrumentum Laboris per il prossimo Sinodo dell’Amazzonia. Sono osservazioni molto puntuali, espresse in maniera garbata ma ferme. Il testo delle osservazioni è stato pubblicato sul National Catholic Register. Eccolo nella traduzione di Sabino Paciolla. 

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Il cardinale denuncia il socialismo, in particolare quello venezuelano, come principali responsabili dei mali dell’Amazzonia.

I documenti preparatori del Sinodo
– cadono ancora nella trappola del dialogo fine a sé stesso
– tacciono sull’indispensabile conversione delle persone e delle nazioni
– finendo così per proporre come modello una Chiesa tribale, senza dogma né diritto.

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L’arcivescovo di Bologna reintegra un prete comunista, già ridotto allo stato laicale

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L’ex-prete e parlamentare comunista Eugenio Melandri con il carnefice del popolo cubano Fidel Castro.

Siamo cattolici e non ci piace commentare gli atti degli uomini di Chiesa: ciò che concerne i sacramenti e la fede è di loro competenza.
Né serve protestare e manifestare, la Chiesa è gerarchica e conosce una sola “maggioranza”: quella della fedeltà a Cristo.

Ma quando gli ecclesiastici vogliono fare politica direttamente, abbiamo il diritto e il dovere di parlare: perché in quel caso è la Chiesa che si abbassa verso la città secolare, non il laicato che vuole occuparsi di fede e costumi (1).
Dell’indispensabile diversità di compiti tra chierici e laicato cattolico fa stato la stessa giurisprudenza ecclesiastica (can. 285-287).

Ebbene, la Chiesa di Bologna ha compiuto un gesto inequivocabile: l’ex-prete Eugenio Melandri, già parlamentare di Democrazia proletaria e di Rifondazione Comunista, prima sospeso a divinis, poi ridotto allo stato di laico (2), è stato incardinato nel clero petroniano (3).

 

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Mons. Crepaldi: Il progressismo e la dottrina sociale della Chiesa

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di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
Arcivescovo di Trieste
Presidente dell’Osservatorio Van Thuan

Questo numero del Bollettino è dedicato al Progressismo, sia esso politico che filosofico e teologico. Era una riflessione doverosa da fare da parte del nostro Osservatorio, perché il progressismo, se assunto nelle sue radicali motivazioni, rende inutile la Dottrina sociale della Chiesa in quanto tale, che viene contestata alle radici.
Non c’è dubbio che l’evento cristiano abbia avuto delle salutari conseguenze anche sociali e politiche e che, quindi, abbia anche migliorato la conduzione umana e sociale (1).
Se questo non è adeguatamente risaputo è perché proprio l’ideologia progressista lo ha sempre negato, presentando il progresso come una liberazione dalla religione cristiana. Si è così costituita una mentalità diffusa, anzi addirittura una cultura, secondo la quale il cristianesimo non ha prodotto miglioramenti e progressi, ma il contrario.

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Vescovi Ecuador: bocciata la legge sull’aborto

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Dopo l’appello dei vescovi
il Parlamento ha detto no
alla legalizzazione dell’aborto

Il mondo prenda coscienza che le leggi contro la vita possono essere abrogate.
Ma occorre combattere, e… ognuno deve fare la sua parte.
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Raccolto l’appello della Chiesa locale che nei giorni scorsi aveva invitato i parlamentari a riflettere sul fatto che, votando sì alla depenalizzazione, avrebbero condannato a morte esseri innocenti ed indifesi

L’aborto in Ecuador non sarà legale. Lo ha deciso l’Assemblea Nazionale del Paese, espressione del Parlamento unicamerale. Decisive le 7 assenze e le altrettante astensioni che hanno fermato a quota 65 i voti favorevoli alla depenalizzazione, mentre la maggioranza richiedeva i sì di almeno 71 parlamentari. Sono stati 59 i voti contrari.

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