Sussidiari al rogo: l’ultima assurdità di Avvenire

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Da non credere. Parevano inverosimili le segnalazioni di lettori sconcertati i quali facevano presente come Avvenire, ieri mattina, dedicasse un’intera pagina all’importanza di bandire gli stereotipi di genere dai libri scolastici. C’era sinceramente da augurarsi che si fossero confusi con Repubblica. Invece le segnalazioni, purtroppo, erano corrette: un lungo articolo a firma di Viviana Daloiso, a pagina 26, metteva in guardia il mondo della scuola dalla diffusione di testi sessisti. Sul quotidiano dei vescovi italiani.

A suffragare l’allarme contro i sussidiari poco egualitari, nell’articolo, ampio spazio alle tesi della pedagogista Irene Biemmi, autrice di testi “memorabili” come Federico e Federica (Giunti Kids) nel quale vi sono «bambine che amano correre all’aria aperta e giocare a calcio, come Federica, e bambini che si divertono a giocare con la cucinetta, come Federico», e che, nelle scuole in cui è stato proposto, ha suscitato ben poco entusiasmi. Come accaduto a Lerici, dove l’opera si è attirata le perplessità dei genitori e pure del parroco. Ma era il 2015. (altro…)

Tutto crolla ma non lo spirito di san Benedetto

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Della vita di san Benedetto (Norcia, 480 ca – Montecassino, 21 marzo 547) conosciamo ciò che riferisce il secondo libro dei Dialoghi di Papa san Gregorio Magno (540 ca.-604), nel quale sta scritto: «L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina» (Dialoghi, Liber II, 36). Mentre della sua dottrina e della sua personalità possiamo trarre informazioni dalla Sancta Regula, quella che edificò l’intera Europa, devastata dalla decadenza dell’Impero romano, che non seppe rispondere all’invasione dei barbari.

Benedetto da Norcia resta nella storia, sia ecclesiastica che civile, come colui che rispose alle sfide dei suoi giorni e come uno dei più luminosi punti di riferimento. In un’epoca di profondi mutamenti, quando l’ordinamento romano stava crollando a causa delle sue mollezze e stava per sorgere una nuova era sotto l’impulso di popoli conquistatori e intraprendenti, san Benedetto assunse responsabilmente il compito di difendere l’identità classica e giudaico-cristiana d’Europa. Il suo impegno incommensurabile fu, dunque, religioso, sociale, civile. (altro…)

Nuovo e-Book gratis: Il socialismo, patologia millenaria dell’umanità

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Nel sito dal quale si possono scaricare gratuitamente buoni libri http://www.totustuus.es è disponibile un nuovo volume:

Il socialismo
patologia millenaria dell’umanità

È una raccolta di quattro saggi: del matematico russo I. Safarevic, del Beato prof. Giuseppe Toniolo, dell’apologista francese Auguste Nicolas, del contro-rivoluzionario G. Cantoni.

Si tratta rispettivamente di testi di epoche diverse:

  1. Passato e avvenire del socialismo (1981)
  2. Il socialismo nella storia della civiltà (1903)
  3. Del protestantesimo e di tutte le eresie in rapporto al socialismo (1859)
  4. La socialdemocrazia fabiana, new look dell’”opzione socialista” (1990)

Questi scritti sono oggi necessari più che mai, poiché ormai con il termine “socialismo” si designano spesso fenomeni completamente differenti: a) la teoria; b) un regime sociale esistente.

Tuttavia, gli elementi che rientrano nell’ideale socialista (abolizione della proprietà privata, della famiglia, della gerarchia, avversione per la religione) sono rimasti gli stessi per millenni e possono essere intesi come manifestazioni di un unico principio fondamentale: la repressione dell’individuo.

Si può pertanto interpretare il socialismo come una manifestazione dell’istinto d’autodistruzione dell’uomo – frutto dell’ostilità verso l’individualità – e della conseguente volontà di distruggere le forze che sostengono e rafforzano questa individualità: la religione, la cultura, la famiglia, la proprietà individuale.

Il Timone: non pessimismo, ma fede

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La versione di Gianpaolo Barra – ottobre 2017

(confermate le indicazioni operative del 2016)

«Caro Direttore,
la seguo su
La Nuova Bussola e sono abbonato a Il Timone: ringrazio lei e quanti con lei testimoniano la Verità con coraggio e nonostante l’autentico martirio che impone la buona battaglia.
Mia mamma, maestra di scuola elementare per 43 anni, su altri fronti e con altri mezzi, ha combattuto la stessa buona battaglia senza scoraggiarsi e confidando sempre nel Signore, sicura com’era di
“Gesù e Maria non abbandonano chi lavora per loro”. Io, alla soglia dei 60 anni, sono disorientato, avvilito, oserei dire sconvolto da quello che sta avvenendo nella Chiesa: non che abbia mai pensato che la nostra fosse la comunità perfetta e senza peccato, ci mancherebbe, tuttavia sui “principi non negoziabili” c’era chiarezza dottrinale, tutti potevamo sbagliare e peccare (a chi non è capitato?), ma c’erano regole certe che erano il metro delle nostre azioni…
(altro…)

Bologna: un parroco paterno, un educatore fermo

7 CommentiFede e ragione

Grazie al prete
che dice la verità ai nostri figli

di Alessandro Sallusti, Direttore de Il Giornale, del 10/11/2017

Don Lorenzo Guidotti è parroco in un quartiere di Bologna e da ieri al centro di un linciaggio politico e mediatico per avere scritto su Facebook parole dure sulla ragazzina che ha raccontato ai carabinieri di essersi svegliata seminuda, ancora ubriaca e derubata dopo essere stata violentata da un immigrato che aveva incontrato poco prima.

Quella del parroco («te la sei cercata») è un’omelia scorretta, ma è la stessa che ogni genitore dovrebbe fare ogni giorno ai propri figli.
E siccome ciò non avviene, o almeno non quanto dovrebbe, grazie a Dio un saggio prete vecchio stile ci riporta alla dura realtà.

Cosa avrebbe detto di così sconveniente don Lorenzo, attaccato al punto che ha dovuto scusarsi?
Vediamo. (altro…)

Un caso esemplare dell’azione LGBT nelle scuole

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Nel “caso” portato alla luce da Costanza Signorelli tutto è vero, documentato, accertato (vedi foto qui a lato).
L’I.C. Pertini è solo un esempio di ciò che sta avvenendo in tutte le scuole della Penisola.

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Dopo aver fatto indossare ai ragazzini delle coroncine colorate e aver chiesto loro se conoscessero il significato dell’acronimo LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, ndr), sulla lavagna sono comparse scritte del calibro: “Identità sessuale. Chi mi piace? maschio+maschio = gay; maschio+femmina= etero; maschio + femmina/maschio = bisex”.

E’ questo il corso che è andato in onda la scorsa settimana nelle scuole medie dell’Istituto Comprensivo Sandro Pertini di Milano.

Proprio nei medesimi giorni in cui il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, varava le linee guida per l’attuazione del comma 16 della riforma della scuola (legge 107 del 2015), dichiarando quanto segue: “Tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo le ideologie gender”.

La vicenda ha dell’incredible, non solo perché sbugiarda le disposizioni ministeriali all’indomani della loro uscita, ma anche perché smaschera la strategia che sta dietro alla galassia dei progetti tragati arcobaleno. Ma andiamo con ordine. (altro…)

Valeria Fedeli: come ti porto via i figli

1 CommentoTeorie di genere - omosessualismo

Scuola e linee guida del MIUR: luci e ombre

Le linee guida del MIUR sull’applicazione del controverso comma 16 della legge 107 (cd. “Buona scuola”) sono state finalmente emanate.

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli, con ProVita e tutte le altre Associazioni che hanno organizzato i Family Day di Roma, hanno battagliato – grazie all’appoggio dei milioni di persone  che hanno rappresentato – affinché l’odiosa ideologia gender non si infiltrasse nella scuola e nella testa dei nostri bambini e ragazzi.

E qualcosa d’importante l’hanno ottenuto. Come promesso ieri, abbiamo letto per bene il documento del Miur e andiamo ad esporre le nostre opinioni. Non vorremmo smontare i giusti entusiasmi per le vittorie conseguite, ma è bene anche evidenziare le criticità che abbiamo ravvisato nel testo. (altro…)

Cannabis ad uso terapeutico? NO, grazie

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LA NORMA DIVENTEREBBE CULTURA

Da tempo è risaputo che non esistono droghe leggere e pesanti, ma una dipendenza più o meno radicata che richiede un lungo percorso di recupero. E’ altresì noto che il principale agente psicoattivo della cannabis è il THC e che la percentuale di THC presente nell’hashish e nella marijuana in commercio vent’anni fa era molto più bassa rispetto a oggi (dal 5-10% agli attuali 40-50%).

Numerosi studi poi hanno evidenziato la pericolosità del THC, che aumenta i rischi di:
◦ danni al sistema immunitario,
◦ anomalie neonatali,
◦ infertilità,
◦ malattie cardiovascolari (infarto)
◦ cancro ai testicoli. (altro…)

I francescani dell’Immacolata chiedono equità

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FRANCESCANI IMMACOLATA.
COMMISSARIATI DA QUATTRO ANNI.
PARLANO I LORO AMICI, AL PAPA CHIEDONO EQUITÀ.

[…] Parlando con alcune persone vicine ai Francescani dell’Immacolata, abbiamo posto loro alcune domande, di carattere molto generale sull’ordine e su che cosa si potrebbe fare per ridare serenità alla situazione. Fra l’altro, ricordiamo che siamo di fronte a un commissariamento che dura da oltre quattro anni e che le ragioni dello stesso non sono mai state chiarite ed evidenziate dalla Santa Sede.

1)  Cosa sono i Francescani dell’Immacolata, che carisma hanno, quale è la loro missione?

Nel 1970, durante lo sbandamento post-conciliare, P. Stefano Manelli e P. Gabriele Pellettieri, due frati minori conventuali, iniziano col permesso dei Superiori “Casa Mariana” ossia una forma di vita francescana più in sintonia con le origini tenendo conto dei tempi attuali, secondo il dettato del decreto conciliare “Perfectae caritatis” sul rinnovamento della vita religiosa.
I due padri si ispirano all’allora Venerabile P. Massimiliano Kolbe ofmconv (beatificato nel 1971 e canonizzato nel 1982).
Casa Mariana si distingue per: marianità kolbiana (in linea con il Concilio Vaticano II e con tutta la tradizione cattolica e francescana), intensa preghiera, clima di silenzio e raccoglimento, austerità e povertà francescana, apostolato stampa e poi radio-tv, aiuto al clero diocesano.

(altro…)

Card. G. Muller: nulla di bene da Lutero

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«Quella di Lutero? Non fu riforma, ma rivoluzione»

del sig. Cardinale Gerhard L. Müller

C’è grande confusione oggi nel parlare di Lutero, e bisogna dire chiaramente che dal punto di vista della teologia dogmatica, dal punto di vista della dottrina della Chiesa non fu affatto una riforma, ma una rivoluzione, cioè un cambiamento totale dei fondamenti della fede cattolica.
Non è realistico sostenere che la sua intenzione fosse solo di lottare contro alcuni abusi delle indulgenze o contro i peccati della Chiesa rinascimentale.
Abusi e azioni cattive sono sempre esistite nella Chiesa, non solo nel Rinascimento, e anche oggi ci sono.
Siamo la Chiesa santa a causa della Grazia di Dio e dei sacramenti, ma tutti gli uomini di Chiesa sono peccatori, tutti hanno bisogno del perdono, della contrizione, della penitenza.

Questa distinzione è molto importante. E nel libro scritto da Lutero nel 1520, “De captivitate Babylonica ecclesiae”, appare assolutamente chiaro che Lutero ha lasciato dietro di sé tutti i principi della fede cattolica, della Sacra Scrittura, della Tradizione apostolica, del magistero del Papa e dei Concili, dell’episcopato.
In questo senso ha stravolto il concetto di sviluppo omogeneo della dottrina cristiana, così come spiegato nel Medioevo, arrivando a negare il sacramento quale segno efficace della grazia che vi è contenuta; ha sostituito questa efficacia oggettiva dei sacramenti con una fede soggettiva.
Qui Lutero ha abolito cinque sacramenti, ha anche negato l’Eucarestia: il carattere sacrificale del sacramento dell’Eucarestia, e la reale conversione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Gesù Cristo. E ancora: ha definito il sacramento dell’ordine episcopale, il sacramento dell’ordine, una invenzione del Papa – definito l’Anticristo – e non parte della Chiesa di Gesù Cristo. Noi diciamo invece che la gerarchia sacramentale, in comunione con il successore di Pietro, è elemento essenziale della Chiesa cattolica, non solo un principio di una organizzazione umana.

Per questo non possiamo accettare che la riforma di Lutero venga definita una riforma della Chiesa in senso cattolico.
Quella cattolica è una riforma che è un rinnovamento della fede vissuta nella grazia, nel rinnovamento dei costumi, dell’etica, un rinnovamento spirituale e morale dei cristiani; non una nuova fondazione, una nuova Chiesa.

È perciò inaccettabile affermare che la riforma di Lutero «fu un evento dello Spirito Santo».
È il contrario, fu contro lo Spirito Santo.
Perché lo Spirito Santo aiuta la Chiesa a conservare la sua continuità tramite il magistero della Chiesa, soprattutto nel servizio del ministero Petrino: su Pietro solo Gesù ha fondata la Sua Chiesa (Mt 16,18) che è «la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità» ( 1Tim 3,15). Lo Spirito Santo non contraddice se stesso.

Si sentono tante voci che parlano troppo entusiasticamente di Lutero, non conoscendo esattamente la sua teologia, la sua polemica e gli effetti disastrosi di questo movimento che ha rappresentato la distruzione dell’unità di milioni di cristiani con la Chiesa cattolica.
Noi possiamo valutare positivamente la sua buona volontà, la lucida spiegazione dei misteri della fede comune ma non le sue affermazioni contro la fede cattolica, soprattutto per quel che riguarda i sacramenti e la struttura gerarchica-apostolica della Chiesa.

Non è corretto neanche affermare che Lutero aveva inizialmente buone intenzioni, intendendo con ciò che fu poi l’atteggiamento rigido della Chiesa a spingerlo sulla strada sbagliata.
Non è vero: Lutero aveva sì intenzione di lottare contro il commercio delle indulgenze, ma l’obiettivo non era l’indulgenza come tale ma in quanto elemento del sacramento della penitenza.

Non è neanche vero che la Chiesa abbia rifiutato il dialogo: Lutero ebbe prima una disputa con Giovanni Eck, poi il Papa inviò come legato il cardinale Gaetano per dialogare con lui.
Si può discutere sulle modalità ma quando si tratta della sostanza della dottrina, si deve affermare che l’autorità della Chiesa non ha commesso errori.
Altrimenti si deve sostenere che la Chiesa ha insegnato per mille anni errori nella fede, quando sappiamo – e questo è elemento essenziale della dottrina – che la Chiesa non può errare nella trasmissione della salvezza nei sacramenti.

Non si deve confondere sbagli personali, i peccati delle persone della Chiesa con errori nella dottrina e nei sacramenti.
Chi lo fa crede che la Chiesa sia solo una organizzazione fatta di uomini e nega il principio che Gesù stesso ha fondato la sua Chiesa e la protegge nella  trasmissione della fede e della Grazia nei sacramenti tramite lo Spirito Santo.
La Sua Chiesa non è un’organizzazione solo umana: è il corpo di Cristo, dove c’è la infallibilità del Concilio e del Papa in modalità precisamente descritte.
Tutti i concili parlano della infallibilità del magistero, nella proposizione della fede cattolica. Nella confusione odierna in tanti sono arrivati invece a capovolgere la realtà: ritengono il papa infallibile quando parla privatamente, ma poi quando i papi di tutta la storia hanno proposto la fede cattolica dicono che è fallibile.

Certo, sono passati 500 anni, non è più il tempo della polemica ma della ricerca della riconciliazione: non però a costo della verità.
Non si deve fare confusione. Se da una parte dobbiamo saper cogliere l’efficacia dello Spirito Santo in questi altri cristiani non cattolici che hanno buona volontà, che non hanno commesso personalmente questo peccato della separazione dalla Chiesa, dall’altra non possiamo cambiare la storia, ciò che è successo 500 anni fa.
Una cosa è il desiderio di avere buone relazioni con i cristiani non cattolici di oggi, al fine di avvicinarci a una piena comunione con la gerarchia cattolica e con l’accettazione anche della tradizione apostolica secondo la dottrina cattolica; un’altra cosa è l’incomprensione o la falsificazione di ciò che è successo 500 anni fa e dell’effetto disastroso che ha avuto.
Un effetto contrario alla volontà di Dio: «…Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anche essi in noi, perchè il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gio 17, 21).

da: http://www.lanuovabq.it/it/quella-di-lutero-non-fu-riforma-ma-rivoluzione