Supplica ai vescovi dell’Emilia-Romagna: SI alla famiglia naturale!

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Si prega di firmare solo se cattolici residenti in Emilia-Romagna.
Le firme saranno inviate entro settembre a ciascuno dei 14 Vescovi della nostra Regione.

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Eccellenze Reverendissime,
ci rivolgiamo a Voi come figli per chiedere di capire meglio alcune iniziative ecclesiali relative agli attivisti LGBT.
Ci riferiamo in particolare ad un articolo apparso sull’Avvenire, che riporta le controverse tesi del Padre James Martin S.J. (Cfr. http://www.lanuovabq.it/it/omosessualita-il-vescovo-chaput-contro-padre-martin) e ci è sembrato non chiaro.

Rileviamo che silenzi, ammiccamenti e ambiguità si stanno diffondendo anche nelle parrocchie.

Nel mondo moderno è già difficile mantenere la castità prematrimoniale e la fedeltà coniugale, ma ora sentiamo minacciati i nostri figli: i vari gay pride, la propaganda omosessualista, le iniziative LGBT, il pretesto dell’inesistente omofobia e bullismo: tutto questo è utile a diffondere la c.d. ideologia gender che, come ha detto più volte il Santo Padre, mina alle fondamenta la famiglia naturale.

Vi supplichiamo, pertanto, di dire una parola chiara, forte e inequivocabile in difesa della famiglia naturale, nella nostra Regione più minacciata che altrove.

Nostra Signora Vi ottenga il coraggio di andare contro corrente per riaffermare le verità naturali e difendere le nostre famiglie!

Firma elettronica (e-mail)

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SE SEI CATTOLICO E RISIEDI IN EMILIA-ROMAGNA SOTTOSCRIVI QUESTA SUPPLICA:
LA TUA RICHIESTA ARRIVERA’ AI NOSTRI 14 VESCOVI

Supplica ai vescovi dell’Emilia-Romagna: SI alla famiglia naturale!

  

Si prega di firmare solo se cattolici residenti in Emilia-Romagna.
Le firme saranno inviate entro settembre a ciascuno dei 14 Vescovi della nostra Regione.

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Anniversari. 1978: suicidarsi per il socialismo

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Il Tempio del Popolo: il suicidio collettivo più grande della storia.
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Jones non era uno dei soliti squilibrati emarginati dalla società che si rifugia nella religione: Jones era un uomo stimato, che propugnava un socialismo e fu anche assessore all’edilizia del comune di San Francisco sotto il sindaco democratico George Moscone.
Addirittura la moglie del presidente Carter, Rosalynn, fu colpita dalla bontà di quest’uomo e intratteneva con Jones regolare corrispondenza epistolare.
Il vicepresidente Mondale, in una lettera al «caro Jim», si dichiarava «riconoscente per il lavoro del Tempio del Popolo».

Perché una paranoia così spaventosa venne condivisa da tante persone?
Un tentativo di risposta a questa domanda viene da una nota scritta da un seguace che evidentemente aveva accettato l’ordine di uccidersi: «Papà, non vedo nessuna via d’uscita – sono d’accordo con la tua decisione – ho paura soltanto che senza di te il mondo non ce la faccia ad arrivare al comunismo…».

I cattolici sono discriminati, non solo a causa del mondo

1 CommentoPersecuzione dei cristiani

“Clerico-fascisti”, “omofobi” e “islamofobi”.
Così vengono bollati oggi coloro che professano apertamente il loro credo e la fedeltà al Magistero della Chiesa.
Un’indagine del governo scozzese dimostra che la popolazione cattolica è la più discriminata.
Ma un episodio dimostra che la colpa è anche dei credenti.

 

Oggi i cattolici vengono attaccati con parole astutamente inventate dalla neo-lingua per proteggere la morale relativista giustificando la violenza contro i cristiani. Spesso pesantissima come nel caso dell’attacco delle femen all’arcivescovo belga Andre-Joseph Leonard (nella foto accanto).

Così gli episodi di discriminazione crescono senza che nessuno se ne scandalizzi. A denunciarlo è lo stesso governo scozzese, dove le offese riguardano oltre che le persone anche le Chiese e i sacramenti. Per questo, dopo l’ennesimo episodio dissacrante (una chiesa vicino a Glasgow è stata vandalizzata e il Santissimo Sacramento profanato) Elaine Smith, un membro del parlamento scozzese ha sollevato la questione di fronte al governo già conscio del problema.

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Cattolici cinesi: fermare l’accordo tra Santa Sede e Cina socialista

1 CommentoSocialismo

L’appello giunge direttamente da un qualificato gruppo di personalità cattoliche di spicco di Hong Kong (tra le quali avvocati, docenti universitari, intellettuali,…), che hanno scritto una lettera aperta ai Vescovi di tutto il mondo, chiedendo di opporsi all’accordo tra la Cina ed il Vaticano sulle nomine episcopali, accordo definito «un errore deplorevole ed irreversibile», eppure dato per «imminente» da molti media.
L’appello è stato rilanciato da varie agenzie internazionali, tra cui Free Catholics in China, AsiaNews e InfoCatólica.

Gli autori del testo, ricordando le persecuzioni che ancora oggi sta subendo in Cina, chiedono di bloccare tutto ed eventualmente di pretendere maggiori e precise garanzie di libertà per il Pontefice in materia, nonché di libertà religiosa per i fedeli, prima di ipotizzare qualsivoglia intesa.
Tra l’altro, preannunciano, nel caso i sette “vescovi” illegittimi – non nominati dal Papa, mai pentitisi e di «discutibile integrità morale» – dovessero esser riconosciuti dalla Santa Sede, «in Cina si creerebbe uno scisma nella Chiesa», Chiesa che a quel punto non godrebbe più nemmeno «della fiducia del popolo».

12/02/2018, 11.51 – CINA-VATICANO-HONG KONG

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede

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San Giorgio e la missione di Alfie

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L’opinione pubblica mondiale ha subito uno scossone tellurico il 23 aprile, nella festa di San Giorgio, l’oppositore del drago (Satana), protettore dell’Inghilterra, dei militi e dei martiri inglesi.
L’ospedale è stato esternamente assediato dai manifestanti, si sono intrecciate trattative provenienti sia dalla Polonia che dall’Italia, con la disponibilità dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma ad accogliere subito il bambino, fino ad arrivare alla cittadinanza italiana per Alfie.

Coloro che hanno trionfato nella tragica vicenda di Alfie sono stati proprio loro: Alfie, Thomas, Kate Evans.
Una famiglia vittima dell’eugenetica “democratica”.
Molti cuori sono stati toccati profondamente dal calvario Evans, una storia che si ripete spesso negli ospedali di ultima generazione, ma quella di Alfie ha dimostrato, che, con il combattimento si possono piegare le coscienze delle persone e aprire le menti: il piccolo è rimasto in vita più volte, nonostante la volontà omicida dei medici dell’Alder Hey Hospital d’Inghilterra e i genitori sono stati gli avvocati e gli assistenti più meravigliosi che il piccolo «gladiatore», come lo ha definito suo padre, potesse avere.

Dopo un comunicato politicamente corretto della Diocesi di Liverpool e scorretto nei confronti della famiglia Evans, dei diritti naturale e divino (comunicato stilato non per sostenere le ragioni della famiglia, ma per placare l’interesse della Santa Sede al caso in questione, dimostrato da Papa Francesco accogliendo in udienza Thomas il 18 aprile scorso), il papà di Alfie ha scritto una supplica all’arcivescovo di Liverpool, Malcolm Patrick McMahon, il cui contenuto è straordinario per fede, per logicità, per amore.

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Card. Poletto: “Registrazione di due madri è fango sulla città”

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Il cardinale Poletto contro la scelta del sindaco Appendino di riconoscere il figlio di due mamme: un disegno “contrario” al “progetto di Dio”.
Ecco le dichiarazioni dell’arcivescovo emerito di Torino.
Ma nel frattempo il fenomeno si espande – senza alcun intervento da parte della magistratura né dei partiti – sia a Gabicce che a Roma.

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Il sindaco di Torino Chiara Appendino, qualche giorno fa, ha firmato l’atto di riconoscimento del bambino di due diverse mamme.

Un atto cui si è arrivati “forzando la mano” e una scelta che non è piaciuta affatto al porporato nato in provincia di Treviso, che attraverso un’intervista a La Fede Quotidiana, ha evidenziato il suo pensiero al riguardo. Il primo problema, secondo quanto dichiarato dal porporato, sarebbe il Ddl Cirinnà. Lo spartiacque dal quale si sarebbe dato il via libera a questo genere di provvedimenti.
Così tanto da andare “contro il progetto di Dio“. Poletto sostiene che si stia andando verso un cambiamento radicale delle modalità di pensiero. Una “deformazione” tesa ad allontanare l’uomo dal “progetto di Dio“.

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Alfie è stato ucciso. Ora usiamo la ragione.

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Splendida riflessione del vescovo di Trieste, S. E. Mons. Crepaldi, per passare dalle emozioni al capire la cause dell’uccisione.
Se non si vuole che questa ondata emozionale resti la solita “protesta virtuale”,
occorre riflettere e capire la vere cause dell’infanticidio passando dalla reazione emotiva alla Contro-Rivoluzione organizzata: lo statalismo
Individuando, da subito, chi ha millantato conoscenze e mandati che non ha mai avuto per speculare (anche chiedendo donazioni) sulla sensibilità dei cattolici.

La società che ha condannato a morte Alfie ha vita breve

di Mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste

Nel caso del piccolo Alfie, Il giudizio morale da darsi e il corretto comportamento da assumere erano chiari e privi di incertezze. Perciò è allarmante che non siano stati seguiti. La società che ha condannato a morte Alfie ha vita breve, bisogna continuare a preparare il futuro.

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Nelle vicende accadute al piccolo Alfie Evans, che tutti seguono con grande apprensione e partecipazione, colpisce e preoccupa il fatto che i comportamenti corretti da assumere fossero molto chiari e che, nonostante ciò, ci si sia accaniti a non metterli in atto. In questo caso il giudizio morale si imponeva senza molti margini di discrezionalità: la vita del bambino doveva essere salvata e tutti gli interessati, familiari e personale sanitario, avrebbero dovuto aiutarlo a vivere, pur nella estrema precarietà della sua situazione clinica.

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Card. Sgreccia su Alfie: attenti ai nuovi totalitarismi

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Nelle ore concitate in cui è stato annunciato il distacco della ventilazione che tiene in vita il bambino, In Terris ha chiesto un parere al card. Elio Sgreccia, esperto in bioetica, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita.

In questa vicenda – commenta il porporato – “non è solo che scompare la considerazione della pietà dei genitori, i quali hanno chiesto che il bambino venisse loro lasciato. Ma c’è in mezzo molto altro”.

Cos’altro, eminenza?
“È un attacco all’istituto familiare. Ma tutto nasce dallo statalismo. Esso fa rabbrividire quando suscita il ricordo di ciò che hanno fatto nella storia i regimi totalitari. Ma quello stesso statalismo è presente ancora oggi, con una differenza rispetto al passato: viene coltivato e presentato in una veste umanizzata. Di questo statalismo che decide con il suo imperio, per meri motivi economici, di chiudere l’accesso all’alimentazione e di negare le cure palliative a un bambino malato sembra che non ce ne vergognamo”.

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Reggio Emilia: sesso e Rivoluzione

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Mezzo secolo di conformismo alla rivoluzione sessuale

Una mostra a Milano e una a Reggio per celebrare il Sessantotto. E soprattutto il suo lascito principale, cioè la “rivoluzione”, parola ormai abusata che di rivoluzionario non ha più nulla.
Resta soprattutto la rivoluzione sessuale: la pillola, l’aborto, la separazione fra sesso e gender. E cosa resta? Tutto ormai è abituale, burocratizzato

Yoko Ono e John Lennon, guru della rivoluzione sessuale

 

Il Sessantotto compie 50 anni, ma non è mai diventato grande, ed è pure a corto di lessico. Appena spente le luci della mostra milanese Revolution. Musica e ribelli 1966-1970  ‒ un cocktail lisergico di frutti scaduti come John Lennon, Allen Ginsberg e il boia Che Guevara ‒, a Reggio Emilia si bissa con Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977) in programma fino al 17 giugno a Palazzo Magnani nell’ambito della XIII edizione del Festival Fotografia Europea. Fantasia al potere, dicevano, ma glien’è rimasta poca.

 

Rivoluzione: quanta leggerezza in tuo nome. È stato il Sessantotto che ci ha insegnato a risciacquarci la bocca con questo termine inflazionato, nato per rifare il mondo e finito alla tivù commerciale a celebrare il mito borghese del nuovo urban crossover che è tutta un’app.
Tutto è rivoluzione, nulla è rivoluzione. E la rivoluzione si è fatta pop e seriale, come la Marylin di Andy Warhol. Ma «la rivoluzione», diceva Luciano Bianciardi, «deve cominciare in interiore homine».
Rivoluzione va infatti scritto maiuscolo perché è una cosa seria, anzi terribile. Un termine grave e greve, pesante come un macigno, un sasso che schiaccia. È il film horror trasmesso a reti unificate da che mondo è mondo, a partire da quando nell’Eden i nostri progenitori mandarono a gambe all’aria tutto per dare retta a uno che poi finì a strisciare sul ventre, ingollando polvere e schifezze.
La Rivoluzione è una cosa seria che si dice delle cose serie.
È un progetto titanico contro Dio per asservire tutto al nemico dell’umana natura.
Ha prodotto ribellioni e sciagure, guerre e distruzioni, morti prime del corpo e morti seconde dell’anima.

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Cardinale Zen: una nuova, sempre terribile, Ostpolitik

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Il cardinale Giuseppe Zen Zekiun, arcivescovo emerito di Hong Kong, ha pubblicato stamane sul suo blog, in cinese e in italiano – lingua che padroneggia molto bene –,  il seguente intervento. Le sottolineature sono sue.

Non sono ancora riuscito a capire per che cosa dialogano con la Cina

Risposta a “Ecco perché dialoghiamo con la Cina”, l’intervista che Sua Eminenza il Cardinal Parolin ha concesso a Gianni Valente (cioè l’intervista cucinata insieme tra i due).
Ho letto più volte l’intervista, ora la leggo di nuovo (anche se la lettura mi ripugna) per poter onestamente fare i miei commenti.
Sono grato a Sua Eminenza perché ha riconosciuto che “è legittimo avere opinioni diverse”.

(1) Anzitutto si nota l’insistenza con cui Sua Eminenza afferma che il suo punto di vista e lo scopo delle sue attività sono di natura pastorale, spirituale, evangelica e di fede, mentre il nostro pensare ed agire è solo in chiave politica.
Quello che vediamo invece è che egli adora la diplomazia dell’Ostpolitik del suo maestro Casaroli e disprezza la genuina fede di coloro che con fermezza difendono la Chiesa fondata da Gesù sugli Apostoli da ogni ingerenza di potere secolare.
Non posso dimenticare il mio stupore leggendo qualche anno fa un suo discorso riportato sull’Osservatore Romano dove egli descrive gli eroi della fede nei paesi centro-Europei sotto il regime comunista (Card. Wyszynsky, Card. Mindszenty e Card. Beran, pur senza nominarli) come “gladiatori”, “gente sistematicamente contraria al Governo e avida di apparire sul palcoscenico politico”.

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